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Le droghe pesanti da adolescenti «Per tanti anni niente scuola, pensavo solo a bere e a farmi»

di Gianni Santucci

da www.corriere.it

@Riproduzione Riservata del 03 febbraio 2020

La testimonianza di una giovane ex tossicodipendente in cura a San Patrignano: «A 14 anni consumavo ketamina, speed, Md, ecstasy. Spacciavo un po’, così a 14 anni sono entrata nella prima comunità, ma scappavo sempre». «Qui ho trovato ascolto, fiducia.-

Le droghe pesanti da adolescenti «Per tanti anni niente scuola, pensavo solo a bere e a farmi»

La famiglia: «Con mia madre ci siamo dette tutto. Abbiamo creato un rapporto». La scuola: «Ho finito la terza media. Prenderò la maturità all’alberghiero». A San Patrignano dicono che i ragazzi debbano scoprire chi sono senza le sostanze. Per i più giovani è ancora più complesso. Questa ragazza, cresciuta in Alto Adige, ora ha una consapevolezza: «Sono certa che non mi accadrà più. Quando stai male, ti butti sulla prima cosa che sai fare, “torno a drogarmi”. Qui dentro ti fanno sentire che quando vedi il nero, non è il nero quello che vuoi veramente».

«A 12 anni ho iniziato a bere e fumare»

Il valore di questa coscienza si può comprendere solo ascoltando cosa sia stato quel nero, la sua vita con le sostanze cominciata quando era ancora quasi una bambina: «A 12 anni ho iniziato a bere e fumare canne, a 13 anni qualche rave, e ho usato ketamina, speed, Md, ecstasy. Spacciavo un po’, così a 14 anni sono entrata nella prima comunità, ma scappavo sempre, a 15 anni ho cominciato con le siringhe di ketamina, di eroina, di cocaina. Mi hanno mandato in una comunità in Germania, a 16 anni mi hanno cambiato il decreto e fatto tornare a vivere da mia mamma, un percorso con assistenti sociali, scuola, Sert. Ci sono stati vari passaggi, ma ho ricominciato con l’eroina, con le siringhe di metadone e cocaina. Pensavo solo a bere e farmi. Niente scuola. A 17 anni mi hanno messo in psichiatria e poi portato a San Patrignano, non avevo nessuna voglia, pensavo “a 18 anni me ne vado, torno a drogarmi, che è quello che so fare, poi forse a 30 anni ci penserò”.

Se penso a come ero, non riesco neppure a realizzarlo». Ha trovato ascolto, fiducia: «Ci penso spesso, ma fuori di qui non dirò chi sono stata, voglio andare avanti».

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