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La Bassa Langa in bici: sulle strade del vino e del tartufo

di Giacomo Pelizzari
da www.repubblica.it
@Riproduzione Riservata del 25 settembre 2021

Il momento è adesso: durante la vendemmia pedalare tra i filari delle colline da Alba a Barolo, da Grinzane a La Morra regala un piacere speciale agli occhi e al palato.-

"Andar per Langa", in Piemonte, è un modo di dire ben preciso. Significa girovagare, andare a zonzo, insomma perdersi (per poi, ovviamente, ritrovarsi) tra le dolci e affascinanti colline della zona tra Cuneo e Asti. Un tempo questa era una terra povera e incolta, oggi Patrimonio Unesco. Il tutto grazie ai vigneti e, soprattutto, a lui, il "re dei vini": il Barolo. Questa è la bassa Langa, dove le alture superano raramente i cinquecento metri ma dove l'aria profuma già di magia. E, soprattutto, di mosto. Qui ne si viene letteralmente assorbiti, in particolare nel periodo di vendemmia (ottobre), quando il colore cangiante dei campi coltivati e attraversati dalle viti cattura completamente lo sguardo. Si tratta di colline vicinissime tra loro, quelle su cui sorgono Monforte, Barolo, la Morra o Verduno, eppure anche estremamente diverse. Quattro o cinque microcosmi, ognuno caratterizzato da una sua identità orgogliosa e precisa. Sembra la stessa terra, eppure nell'arco di una manciata di chilometri tutto cambia. Ogni colle, ogni borgo ha la sua personalità e, quindi, anche il suo vino.

Venendo alle due ruote, andar per Langa in bicicletta è forse la più felice e piacevole delle declinazioni di questo verbo. Il mezzo ideale per spostarsi da un paese all'altro, scoprendo tesori inesplorati con il ritmo e la cadenza giusti, è proprio lei, la specialissima. Stagione ideale: l'autunno. Quando i colori, come detto, sono più accesi e vivi e regalano le giuste coccole ristoratrici, capaci di guarirci dallo stress cittadino da rientro. Il nostro itinerario parte da Alba, oltre che per il Dolcetto, nota anche per il tartufo, suo vero fiore all'occhiello: dal 9 ottobre al 5 dicembre 2021 si terrà qui, come ogni anno, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba. Una volta usciti dal centro cittadino (piuttosto caotico nel periodo della Fiera), si procede in direzione sud e ci si si infila subito in un mondo a parte, fatto di intrecci geometrici speciali: quelli delle vigne e dei filari d'alberi.

Il nostro percorso tra le terre del vino e del tartufo è adatto a tutti: 55 chilometri, 700 metri di dislivello, sempre ben distribuiti e mai troppo impegnativi. Il traffico è pressoché assente o comunque scarso. Il fondo stradale è tutto asfaltato, lungo provinciali o stradine secondarie e sempre ben manutenute. La bici ideale stavolta è proprio quella da corsa: leggera e agile, capace di muoversi come una gazzella tra le colline, aggiungendo piacere alla magia.

Si seguono le indicazioni per Barolo, attraversando i piccoli borghi di Gallo e Grinzane Cavour. Ed ecco la prima salita: è quella che conduce a Castiglione Falletto. Pendenze attorno al 5% e davvero poca fatica da fare: godetevi lo spettacolo del maniero che troneggia sul paese in cima al cucuzzolo.

Castiglione Falletto

Dopo Castiglione Falletto, si prosegue, in quota, in direzione Monforte. Le vigne prendono il sopravvento: i campi sembrano essere stati passati con il pettine, tanto sono ordinate e "in riga". Monforte d'Alba è un piccolo centro fatto di vicoli che si inerpicano, ciottoli e case abbarbicate una sull'altra. Si sviluppa letteralmente in altezza: un consiglio, prendete una stradina a caso che sale e seguitela fino in cima. Lo spettacolo che troverete vi ripagherà.

Monforte D'Alba

Breve discesa e, alla prima rotonda, si riprende a salire verso il borgo reso celebre dal nettare degli dei. Barolo. Fare una sosta al WiMu (Wine Museum), il museo del vino, inaugurato nel 2010 all'interno del castello nonché il più innovativo in Italia, è un must. Di fronte al WiMu non poteva mancare il suo fratello gemello: il caratteristico Museo del cavatappi.

Dopo Barolo, ci attende la "Cima Coppi" di giornata, il punto più alto dell'intero tracciato: il paese di La Morra. Una salita lunga 5,9 chilometri con pendenze però regolari, alternate a tratti di vero falsopiano dove rifiatare ulteriormente. Una volta in cima, fermatevi al Belvedere: un autentico balcone aperto su mezzo Piemonte. Qui l'occhio può spaziare ovunque, con le Alpi a fare da cornice. Una meraviglia.
Con gli occhi carichi di bellezza, si fanno quindi 3 chilometri di saliscendi e si raggiunge anche l'ultimo borgo del nostro piccolo viaggio tra i microcosmi piemontesi. Si tratta di Verduno, la "sentinella delle Langhe". Qui si produce una qualità speciale di Barolo: il Perlaverga, dal nome della vite che soltanto qui ha trovato il suo habitat ideale.

Sosta tra i vigneti

Ci apprestiamo quindi a rientrare ad Alba, affrontando dapprima la discesa verso Roddi e poi l'ultimo tratto lungo la provinciale già percorsa all'andata. 16 chilometri in tutto, che sanno però già di malinconia: la voglia di ripetere il percorso, magari a ritroso, vi assalirà appena arrivati a destinazione. La stanchezza sarà solo un ricordo. Magia del Barolo. Magia dell'andar per Langa.

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