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Il caso. A Ostia la palestra della legalità, per i giovani e contro i clan

di Antonio Maria Mira

da www.avvenire.it

@Riproduzione Riservata del 26 febbraio 2020

È stata realizzata in un immobile di 1.200 metri quadrati sequestrato nel 2016. In un anno è già diventato un centro sportivo di successo molto frequentato.-

A Ostia la palestra della legalità, per i giovani e contro i clan

Quando nel 2018 venne sequestrata a Ostia una palestra del clan Spada, un genitore si lamentò col presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti presente in quell'occasione: «E ora dove mando mio figlio a fare sport?».

La risposta è arrivata e ha festeggiato il primo compleanno. È la "Palestra della legalità", realizzata in via dell’Idroscalo in un immobile di 1.200 metri quadrati sequestrato nel 2016 a Mauro Balini, patron del "Porto turistico di Roma", arrestato il 29 luglio di quell’anno per associazione a delinquere finalizzata a bancarotta fraudolenta e riciclaggio, e in stretti rapporti coi clan Spada e Fasciani.

L’edificio era un polo dell’automobile, con officina, gommista, concessionaria di auto. Oggi è centro sportivo di successo, con attrezzature modernissime, ampie vetrature. Da un lato guardano il mare e l'oasi naturalistica della Lipu, dall'altra in quartiere dominato, oggi molto meno, degli Spada, dove avevano le loro palestre e da dove ora osservano «una sfida vinta, un riscatto collettivo e identitario», come ha sottolineato Massimiliano Monnanni, presidente dell’Ipab Asilo Savoia.

L'Ipab che col progetto "Talento e tenacia, crescere nella legalità", gestisce la palestra, assieme a un altro bene sequestrato, l'impianto di calcio "Don Pino Puglisi", portato via al clan mafioso dei Gambacurta. È il frutto di una stretta collaborazione tra il Tribunale per le misure di prevenzione di Roma e la Regione. I numeri sono davvero da successo.

A oggi gli abbonati sono 1.496, ben il 25% a titolo completamente gratuito, sulla base dei criteri di accesso su base sociale o economica definiti d’intesa con Regione Lazio e X Municipio di Roma Capitale, e in collaborazione con la Caritas.

I corsi attivi sono 31 per un totale di 78 ore settimanali, e il numero di ore di corso erogate nel primo anno è stato pari a 3.718, mentre sono stati ben 53.298 gli ingressi registrati nello stesso periodo. Una palestra molto "giovane": 321 sono i minori inseriti, di cui 145 a titolo completamente gratuito, mentre i restanti hanno comunque usufruito del 50% di riduzione della retta, prevista per tutti gli under 30 (che contano il 61% del totale iscritti).

Estremamente significativa anche la presenza femminile, pari al 53%, di cui il 91% a titolo gratuito o ridotto. Gli over 70 sono pari al 2% del totale. Attualmente, gli operatori - personal trainer, istruttori, assistenti di sala, addetti al desk - sono 24 cui si aggiungono 5 giovani inseriti attraverso l'istituto della messa alla prova in forza di apposita convenzione sottoscritta con il Tribunale di Roma.

Palestra "plastic free", che grazie a un erogatore di acqua e bevande vitaminiche, ha evitato la produzione di 1.885 chili di plastica. Palestra "risparmiosa" anche di acqua potabile, ben 538mila risparmiati grazie a efficienti sistemi tecnologici.

Di estremo rilievo è poi l'accordo firmato proprio in occasione dell'anniversario con il Centro Sportivo dei Carabinieri che per la prima volta nella sua storia avvia una collaborazione operativa con un soggetto esterno, con l’obiettivo comune della sensibilizzazione e educazione delle nuove generazioni sul tema della legalità da perseguire concretamente attraverso il coinvolgimento di istruttori e atleti dell’Arma in attività sportive nel settore delle arti marziali rivolte innanzitutto a bambini e ragazzi.

"Portiamo ai giovani il messaggio della cultura legalità - ha spiegato il colonnello Massimo Cuneo -. Siamo qua per questo. E i ragazzi potranno allenarsi anche coi nostri atleti olimpionici". Proprio là dove si facevano loschi affari.

«Questa è una bella storia italiana, di collaborazione tra istituzioni – è il commento di Zingaretti, alla cerimonia per l’anniversario –. Un anno fa era una scommessa che molti speravano fallisse. E invece un gruppo di ragazzi ha creato il miracolo, con fatica quotidiana. Ci hanno creduto e ci hanno messo l’anima. Lo Stato qui è presente per reprimere e anche per costruire. È la dimostrazione che contro le mafie possono fare qualcosa. È una lotta per la libertà di tutti noi. E quando tutti fanno qualcosa si vince sempre».

Anche per il direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, Bruno Frattasi, «questo è un luogo di arricchimento di diritti e opportunità. Si allenano i giovani e si allena la legalità che non è data per sempre ma ha bisogno sempre di essere in forma».

Molto soddisfatto il presidente del Tribunale, Guglielmo Muntoni "papà" di questa e di altre belle realizzazioni sui beni confiscati. «Abbiamo avuto molti problemi ma ce l’abbiamo fatta. È l’esempio di quello che si può e si deve fare. Abbiamo ridato il bene alla comunità e creato tanti posti di lavoro. La gente ha bisogno di vedere che lo Stato c’è».

E qui c’è attraverso lo sport, lo stesso sport che «le mafie utilizzano per creare consenso e riciclare il denaro sporco – avverte il Presidente dell’Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità, Gianpiero Cioffredi –. Fare antimafia qui è creare diritti, opportunità e socialità». Davvero una grande festa questo primo anniversario.

Autorità e soprattutto la gente che frequenta la palestra. Per tre di loro la sorpresa di abbonamenti in regalo: la più piccola, Rosa di appena 4 anni, il più in là con gli anni, Gilberto classe 1934, il più presente, il giovane Giuliano, che in palestra è venuto ben 210 volte in un anno. Sono loro la fotografia di una vittoria e della sconfitta delle mafie.

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