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«I FIGLI NON SONO ARRIVATI MA SIAMO COMUNQUE UNA FAMIGLIA»

di Laura Badaracchi

da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 24 gennaio 2022

«Abbiamo accettato la situazione con un po’ di tristezza, ma questo scossone ci ha uniti ancora di più», raccontano Elvio e Simona. E Francesco e Caterina: «Non lo viviamo come un fallimento. Forse Dio ha un altro progetto per noi».-

Desiderare di diventare genitori e attendere invano l’arrivo di un figlio, per poi trasformare la mancanza e il vuoto in amore per gli altri e per il creato. Hanno compiuto e stanno percorrendo questo cammino due coppie di sposi, una a Cosenza e l’altra a Bollate (Milano). Con le loro storie testimoniano come la fede li abbia sostenuti così come un legame saldo, fondato su dialogo, condivisione e sintonia reciproca, oltre che sulla preghiera.

Francesco Simerano e Caterina Paletta
Francesco Simerano e Caterina Paletta

Francesco Simerano e Caterina Paletta si sono sposati il 28 maggio 2016 in un capannone della onlus Stella cometa a Cosenza, dove entrambi facevano i volontari, fidandosi nella Provvidenza nell’iniziare la vita a due pur non avendo la sicurezza di un lavoro stabile. Si erano conosciuti poco più di due anni prima nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo: “galeotta” fu una testimonianza di lui, appena tornato da un pellegrinaggio a Medjugorje. «Avevo una vita disordinata, passavo le serate con gli amici fra alcol e droga, ma dentro mi perseguitava da tempo il desiderio di confessarmi, anche se provavo vergogna e paura. Invece un sacerdote anziano mi ha accolto dicendo: “Ti stavo aspettando”. Non mi sono mai sentito così amato ed è cominciata la mia rinascita», racconta Francesco. Ascoltandolo, Caterina resta colpita: «È nata una profonda amicizia. Ci siamo innamorati prima della nostra anima, poi conoscendoci abbiamo capito di aver trovato la persona che stavamo cercando. Io avevo alle spalle una convivenza durata 17 anni, da cui ero uscita con un cammino lento e progressivo verso la fede, che finalmente potevo condividere». Oggi hanno 43 anni lui e 46 lei, ma i figli non sono arrivati. «Non ce l’aspettavamo, siamo sempre stati aperti alla vita ma senza chiedere nulla, affidandoci completamente al Signore. Da analisi e controlli non è emerso nulla. Ma non lo viviamo come un fallimento, anche se il desiderio di diventare genitori rimane e i bambini ci piacciono tanto», spiega Francesco. «Questa mancanza ci ha uniti ancora di più, anche nella preghiera quotidiana, e ci ha fatto crescere come coppia: siamo davvero una sola carne. Magari Dio ha un progetto diverso su di noi; non abbiamo il dono dei figli, ma ne riceviamo tanti altri. L’abbiamo accettato serenamente», aggiunge Caterina. Insieme sono catechisti dei bambini di Prima Comunione e di adulti che si preparano alla Cresima. «Farlo come coppia è importante, ci completiamo: le persone dicono che traspare il forte legame tra noi e l’intimità con il Signore. Che ci stupisce ogni giorno: siamo felici di essere strumenti nell’annuncio del suo amore ai ragazzi e alle loro famiglie». Francesco sta per completare gli studi in Scienze religiose e spera di poter insegnare nelle scuole, intanto viene chiamato per alcune testimonianze e incontri dove racconta la sua conversione. Caterina lo affianca e partecipano insieme al Gruppo famiglie in un’altra parrocchia, per la loro formazione. «Tanti restano colpiti dalla nostra semplicità, dal modo in cui vengono accolti, e scoprono un’immagine della Chiesa diversa dai propri preconcetti: comprendono che si può vivere con gioia nonostante i dolori, le sofferenze, i problemi, perché abbiamo una speranza», riflette.

Anche il matrimonio di Elvio Fracasso e Simona Denna, rispettivamente 54 e 51 anni, è solido pur senza figli: sposati dal ’98 dopo cinque anni di fidanzamento (nel loro caso, “galeotta” fu una serata in discoteca), li hanno attesi per molto tempo e, avendo accertato alcune difficoltà nel concepimento naturale, hanno tentato una volta la strada della procreazione medicalmente assistita. «Il percorso, durato circa due anni, ha previsto molte visite, esami, terapie: è stato impegnativo non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista psicologico per l’alternarsi di momenti entusiasmanti e critici.

Elvio Fracasso e Simona Denna
Elvio Fracasso e Simona Denna

Dopo aver prelevato e fecondato con successo tre ovuli poi ritrasferiti in utero, purtroppo gli embrioni non hanno attecchito e abbiamo deciso di non riprovarci: per me le cure ormonali erano troppo pesanti e anche poco efficaci, a 38 anni. All’inizio mi sentivo “difettosa”, diversa dalle altre donne e in colpa verso mio marito, perché gli toglievo la gioia di essere padre, ma lui provava lo stesso nei miei confronti», racconta Simona, che lavora in smart working come disegnatrice di fumetti. «Abbiamo accettato la situazione con un po’ di tristezza: probabilmente il Signore ha voluto così e dovevamo dedicarci ad altro, anche se il pensiero c’è sempre. Ma questo scossone ci ha uniti ancora di più: ne abbiamo sempre parlato fra noi, sostenendoci a vicenda e ritrovandoci sempre in sintonia. Anche molti amici hanno avuto le stesse difficoltà: non ci siamo sentiti soli. Siamo comunque contenti di aver fatto questa esperienza, ma abbiamo deciso di non accanirci per avere un figlio a tutti i costi, sia per motivi di salute sia per l’età», sottolinea Elvio, impiegato di banca. Insieme hanno deciso di accogliere nella loro casa di Bollate (Milano) prima una gatta trovatella, che a 16 anni li ha lasciati quando è arrivato il cucciolo Silvestro, seguito da Alice presa al canile. «All’inizio Elvio era perplesso, ma ora dice: “Guai senza”. Io lo desideravo fin da piccola», confida lei. E poi i cavalli, passione condivisa da 15 anni: «Da tempo presso un maneggio ci prendiamo cura di Morea, che per l’artrite rischiava la macellazione. Dopo le terapie si è ripresa; adesso ha 23 anni, andiamo a trovarla e facciamo tante passeggiate. Queste creature meravigliose ci hanno riempito la vita: danno amore, si affidano e si fidano, ci ricordano quanto sia preziosa una relazione di accudimento e tenerezza per superare le difficoltà», sottolinea Simona, impegnata quotidianamente con il marito a supportare i loro genitori anziani. «Ci siamo sempre sentiti famiglia, anche senza figli. Il succo è non chiudersi in se stessi o colpevolizzarsi, ma donarsi agli altri», conclude, mentre Elvio aggiunge: «Abbiamo intercettato l’uno i bisogni dell’altra e viceversa. È un dono riconoscere e trovare la persona giusta. E non abbiamo rimpianti: guardiamo avanti».

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