logo sito cav

CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it
Visualizzazioni:
14

Francesco Pio, la voce di Dio in un bambino di 4 anni

img

di Costanza Signorelli
da www.lanuovabq.it
@Riproduzione Riservata del 06 giugno 2021

Francesco Pio, un bimbo napoletano di soli quattro anni e mezzo. Anche lui colpito da un atroce male e anche lui protagonista di un'inspiegabile storia d’Amore con il Cielo, proprio come i tanti bambini che stiamo imparando a conoscere. Una sorta di esercito di piccoli “angeli”, scesi sulla terra con il solo scopo di risvegliare negli uomini il fuoco della santità e trascinare tutti nel Regno dei Cieli.-

In un mondo che scarta tutto ciò che non è efficiente, che odia ogni forma di sofferenza e che vede nella morte l’inizio del nulla, fa riflettere che Dio scelga bambini sempre più piccoli e spesso gravemente malati, per manifestare la sua presenza nel mondo e per comunicare tutto il suo Amore, che è salvezza eterna per ogni uomo.

E così incontriamo Francesco Pio, un bimbo napoletano di soli quattro anni e mezzo. Anche lui colpito da un atroce male ed anche lui protagonista di un'inspiegabile storia d’Amore con il Cielo, proprio come i tanti bambini che stiamo imparando a conoscere giorno dopo giorno (qui e qui). Una sorta di esercito di piccoli “angeli”, scesi sulla terra con il solo scopo di parlare agli uomini dell’Amore di Dio, per risvegliare in loro il fuoco della santità e trascinarli tutti nel Regno dei Cieli.

Per raccontare questa incredibile storia, occorre partire dalla fine, ovvero dal momento in cui mamma Carmela prende tra le braccia il suo figlio esanime e racconta così: «L’ho stretto a me ed in quel momento ho sentito un calore fortissimo, come un fuoco bruciarmi nel petto. Improvvisamente divenni tutta rossa, tanto che il dottore si preoccupò e mi chiese se stessi bene. Ma io veramente stavo benissimo: non so spiegare cosa accadde, so solo che da quell’istante io ebbi la certezza che mio figlio non era morto, lui era vivo in Paradiso e viveva dentro di me».

Ora, per comprendere l’oceano di grazie collegate a questo bambino umile e nascosto al mondo, riavvolgiamo il nastro della storia e torniamo al principio.

Francesco Pio nasce a Villaricca (Napoli) il 6 luglio del 2013. La situazione è particolare perché i medici hanno detto a Mamma Carmela che non può più avere figli per via di due tumori consecutivi all’utero e due bambini persi. Eppure, dopo una gravidanza assai travaglia, il piccolo vede la luce.

«Sin da piccolissimo Francesco aveva una capacità di amare che lasciava tutti a bocca aperta», racconta mamma Carmela. «Noi in napoletano dicevamo: “Chillù conosce i sentimenti”, perché nonostante fosse un bambino di soli due, tre anni, davvero Francesco sapeva leggere nei cuori. Soprattutto – ricorda la mamma - lui non sopportava vedere qualcuno triste, allora si metteva subito a fare il buffone per fargli tornare il sorriso. E ci riusciva sempre». 

All’età di quattro anni il bambino inizia ad avere un dolore alla gambina. Il medico dava la colpa ad un’unghia incarnita, ma quando l’unghia guarisce il dolore rimane, anzi peggiora drasticamente, tanto che nel giro di poco tempo Francesco inizia a trascinarsi e a camminare a carponi. I genitori, allora, in preda alla preoccupazione consultano una gran numero di specialisti, fino a che dopo numerosi ostacoli ed un lungo peregrinare, arriva il responso. Il peggiore: un tumore di circa 15 centimetri che schiaccia la colonna vertebrale del piccolino. I medici da subito sono chiari: la scienza non intravede nessuna possibile speranza di guarigione.

Ma è proprio nella sofferenza più cieca che, d’improvviso, irrompe la grazia. Una grazia che ha il volto della Madre più amorevole del mondo e la forza di mille torrenti di acqua viva in mezzo al deserto.

Ebbene, a margine di una difficilissima operazione di 9 ore, in cui i medici dell’ospedale Santobono di Napoli, asportano il tumore, Francesco si sveglia e, senz’altro aggiungere, indica subito il Rosario che la mamma porta tra le mani. Poi sussurra deciso: “Quello è mio!”.

«Rimasi senza parole – spiega Carmela – anche perché io non avevo mai pregato prima di allora con mio figlio, tantomeno il Rosario. Quello lo tenevo tra le mani quasi per caso: me lo aveva dato mia sorella prima dell’operazione». Eppure, poco tempo dopo il bambino si rivolge nuovamente alla mamma così: “Mamma ti prego, facciamo le tante Ave Maria!”, Carmela comprende suo figlio solo quando lo vede sventolare, con la manina in alto, il Rosario.

Cosa sta accadendo a quel bambino? Nessuno può ancora comprendere. Certo è che, da quel momento, Francesco non abbandonerà mai più il suo Rosario, nè fisicamente, nè spiritualmente, fino alla fine.

Sempre più spesso Francesco inizia a parlare dell’Altra sua Mamma, come se la conoscesse da sempre. Solo più tardi i genitori collegheranno molti tasselli della sua storia e scopriranno anche eventi prodigiosi. Come quella foto del battesimo di Francesco, mai vista prima e "spuntata fuori" proprio il giorno della sua operazione. Ebbene, in quella foto, sul capo di Francesco, l'acqua battesimale disegna la sagoma di un Rosario.

«A volte lo vedevo nel sonno che sorrideva beato con un volto luminoso - racconta Carmela - al risveglio mi raccontava di essere stato con l’Altra sua Mamma e mi raccontava: “Lei viene sempre da me, mi accarezza il viso e mi dice che starò bene”. Francesco diceva che Lei lo portava in un prato meraviglioso, con tanti altri bambini vestiti di bianco».

Un giorno, dopo un esame cardiologico presso l’ospedale Gaslini di Genova, dove venne trasferito per le cure, Carmela si congratula con il figlioletto che è stato bravissimo e lui con naturalezza le risponde: “Certo mamma, sul lettino con me e con te c’era anche la Madonna, mi ha accarezzato e mi ha detto: Francesco non ti preoccupare tu starai bene!”, lasciando a bocca aperta e commossi medici e infermieri.

Ma la Madonna, si sa, non vuole nulla per Sé, Lei è una cosa sola con Suo figlio Gesù e fa tutto per Lui. Infatti… «Un giorno – spiega Carmela – Francesco doveva fare una scintigrafia. Durante l’attesa di due ore, lui tenne per tutto il tempo gli occhietti chiusi fino a che lo dovetti chiamare per andare all'esame. Lui subito aprì gli occhi e mi disse: “Mamma! Sai che è venuto Gesù bambino? Era piccolo come me, mi ha accarezzato e mi ha detto che starò bene”.». Sono le stesse identiche parole della Madonna: Gesù e Maria, non hanno voluto cancellare la sofferenza a Francesco, nonostante lui fosse così piccolo, ma hanno fatto in modo che il bambino la potesse sopportare, riempiendolo di un Amore che si fatica anche solo ad immaginare.

Infatti, ascoltando Francesco Pio, sembra che sia proprio la sofferenza, parte inestricabile della vita, il momento privilegiato in cui il Dio-bambino si manifesta a lui e gli dona a piene mani tutta la potenza salvifica del suo Amore. «Negli ultimi tempi spesso lo vedevo alzare gli occhi al cielo e sussurrare: "Gesù dove sei? Gesù aiutami!". Allora capivo che la sofferenza era grande ed anche i medici mi dicevano che non si spiegavano come un bambino così piccolo potesse sopportare dolori tanto forti, che avrebbero fatto ribellare chiunque. Allora gli chiedevo: "Francesco cosa ti fa male?". “Niente mamma! Adesso passa! Tu non ti preoccupare”. Mi ripeteva così e poi lo vedevo che all'improvviso si calmava e il suo volto diventava luminoso. Lui non si è mai lamentato di quello che gli stava capitando. Francesco è stato veramente forte, ci ha insegnato che bisogna essere forti nella vita, ringraziare Dio per tutto e sorridere sempre».

L’infinita Sapienza di Dio ha fatto in modo che fosse il bambino stesso a preparare la sua mamma e con lei, tutta la famiglia, alla sua partenza per il Cielo, nel completo abbandono alla Volontà Celeste.

«Il venerdì mattina - continua Carmela - Francesco è andato in arresto respiratorio poi si è addormentato e non si è più svegliato. Ma lui mi aveva preparato a questo momento. Il giovedì sera, infatti, prima di metterci a letto, lui mi prese il viso tra le sue manine, si mise faccia a faccia con me e mi disse: “Mamma, il mio respiro è il tuo respiro, il tuo respiro è il mio respiro: io ti amo. Noi siamo sposati è vero?”».

Come non riconoscere in questo piccolo la voce di Dio? Ne sono un ulteriore prova le parole della mamma: «Francesco è vivo, io sento battere il suo cuore con il mio. Lui sussurra continuamente dentro di me: “Mamma ci sono, mamma ti amo!”. Se lui non vivesse dentro di me il dolore mi annullerebbe, ma lui c'è, è vivo ed io ogni giorno desidero che Dio trasformi il mio dolore in gioia, proprio come ha fatto con mio figlio. E Dio lo fa: io soffro perché Francesco non è qui con me, ma non sono mai disperata e la mia vita è piena di una gioia profonda. Questa per me è la prova che mio figlio è vivo in Paradiso ed è vivo in me”».

Francesco Pio è nato al Cielo il 27 febbraio 2018. A Genova non nevicava da cinque anni, ma quel giorno la città si è completamente coperta di bianco. C’è una tradizione che dice che quando muore un santo scende molta pioggia, ma questa volta il Cielo ha convertito l’acqua in candida neve, proprio per ripetere a ciascuno di noi le parole preferite di Francesco: “Non piangere, ridi!”.

La nascita al Cielo del bambino è stato il principio di una Vita Nuova: da quel giorno è iniziato un apostolato che ha riportato a Dio molte anime e molte ancora ne porterà. Gente da tutto il mondo che viene profondamente toccata della sua storia. Colpiscono specialmente le numerosissime persone che non credevano più nell'Amore di Dio, e dopo aver "incontrato" Francesco Pio, tornano ai sacramenti e guariscono da mali fisici e spirituali. A partire dalla zia di Francesco Pio che secondo i medici non poteva avere figli, ma dopo aver visto in sogno il nipotino che la invitava a fare festa, seppe di essere in dolce attesa e oggi è mamma.

Top