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Famiglie numerose, c’è posto per tutti

di Antonella Ritacco

In una società in cui già due figli sembrano troppi, chi decide di mettere al mondo tanti bambini può essere visto con fastidio, eppure questi nuclei familiari sono una fonte privilegiata di formazione alla vita sociale.-

Vivere in una famiglia numerosa è come un’avventura. In essa ci si allena sin da subito a con-dividere spazi, tempi, progetti, soldi, giochi, vestiti; a confrontare idee, bisogni, decisioni e priorità. Si impara a chiedere ciò che si vorrebbe, a prendere la propria parte e ad aspettare il proprio turno quando c’è da fare la fila. Si scopre che a volte si sta stretti a qualcuno e si hanno più affinità con altri. In queste famiglie, però, le cose assumono solo il loro valore e la relazione, a motivo delle inevitabili ed incessanti interazioni, viene tenuta in massimo conto.

Non si nasce già esperti, ci si allena. E per sopravvivere in esse bisogna dotarsi di capacità di ascolto, attenzione, tempo per ciascun componente, apertura mentale, spirito di squadra, capacità organizzative e di risoluzione dei conflitti, mentre ansia, perfezionismo e ipercontrollo sono banditi. La vicinanza di nonni e parenti, così come una paritaria rete sociale, sono un valido cuscinetto paraurti.

Le famiglie numerose, naturalmente, esprimono una certa vivacità e in casa loro c’è sempre posto per tutti, sebbene possa capitare di non essere a loro volta invitati perché in troppi. Non è quasi mai questione di discriminazione, è che a volte gli amici minimo sei sedie in più possono non avercele davvero, soprattutto se si vive nelle grandi città. E purtroppo in molti ignorano che nelle grandi famiglie in genere ci si formalizza ben poco. Viceversa, per loro fare inviti può non rappresentare un problema, anzi tutt’altro. La merenda con gli amichetti dei figli può rappresentare tante volte un modo per avere in contraccambio l’occasione di un po’ di tempo per sé o tra adulti.

L’immaginario comune vede, talvolta, le famiglie numerose come irresponsabili, fastidiose e rumorose. Ma se si osservano da altre angolazioni, sono guardate con ammirazione per la capacità organizzativa e per le acrobatiche tattiche di sopravvivenza esistenziale sia personali, che di coppia, che tra i figli. In esse c’è un micromondo che si sviluppa e non passano mai inosservate per la capacità di autoregolazione che i bambini hanno.

Quasi sempre si tratta di coppie che hanno deciso di essere aperte alla vita ma non è sempre così. E di fatti, come in tutte le famiglie, l’atteggiamento con cui la si vive favorisce la predisposizione interiore a vederla come una avventura tutta da vivere o al contrario come un peso da sopportare e trascinarsi dietro. Nel primo caso si rimane sintonizzati sulla situazione del momento e sulle priorità di base (queste ultime sono una sorta di bussola automatica per mantenere la rotta). In questo modo ci si può godere i momenti in cui lasciarsi andare e divertirsi, darsi da fare in quelli in cui c’è da organizzarsi, e cogliere al volo o saper individuare i momenti personali e di coppia.

Viceversa, quando la si vive come obbligo o fatica, quando ad es. la gravidanza è arrivata troppo velocemente in un tempo in cui non ci si sentiva ancora pronti, la si avverte come peso o con un forte senso del dovere. Questo sottrae energia, entusiasmo e gusto di divertirsi insieme. Spesso, insieme con questi vissuti, volano via anni molto belli. Talvolta questo peso può dipendere da una cattiva organizzazione o ripartizione dei compiti tra i membri della coppia, da una difficoltà a prendersi e viversi degli spazi personali o da una carenza di supporto sociale. Non bisognerebbe mai dimenticare che non si è solo genitori, ma anche persone e coniugi e che chiedere aiuto è normale.

Non è chiaro se siano le caratteristiche dei genitori a predisporre la capacità di accoglienza o se sia la famiglia che cresce e si modifica che rende necessario una riorganizzazione strategica a livello personale, di coppia e famigliare. Probabilmente entrambe le cose. In ogni caso da numerose ricerche emerge che i genitori di famiglie numerose riescono ad essere più fermi ed autorevoli ed hanno maggiori capacità di delega.

L’amore si moltiplica ogni volta che si divide
Non sempre è facile cogliere il bello delle famiglie numerose da un racconto, lì dove spesso si vedono limiti, scontri e rinunce. Per poterle capire bisogna viverle. Il potere lievitante della loro capacità di esprimere amore diventa infatti subito chiaro quando i membri di queste famiglie si osservano in spontanee interazioni: un abbraccio, una frase o un’attenzione inaspettata, i figli che si intrattengono da soli, qualcuno sempre pronto ad insegnare a tollerare una frustrazione, quando fuori casa si proteggono a vicenda sebbene in casa si facciano la guerra o quando arriva il momento notturno di affacciarsi a vedere se dormono, ecc.

Crescere in una famiglia numerosa può essere un’esperienza molto arricchente sotto tutti i punti di vista, ma ogni famiglia è un universo a sé e con la crescita ciascun componente è portato a fare le sue personali riletture dell’esperienza vissuta.

da www.cittànuova.it

@Riproduzione Riservata del 05 settembre 2018

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