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Esami medici, dal 1° luglio lo sconto sul superticket

di Anna Ghezzi
La fascia massima passa da 66 a 51 euro, risparmi da 30 centesimi a 15 euro. Il taglio riguarda solo le prestazioni più costose, una su tre di quelle erogate.-  
PAVIA. Dal primo luglio il ticket per un esame su tre in Lombardia costerà di meno. La commissione Sanità del Consiglio regionale della Regione ha espresso all’unanimità parere favorevole alla delibera della giunta lombarda che prevede il taglio graduale del superticket sanitario: l’importo massimo passerà da 30 a 15 euro, i pazienti pagheranno così al massimo 51 euro contro i 66 attuali. Lo sconto interesserà solo le ricette con un valore di prestazione superiore a 51 euro. 

Il ticket. Attualmente per ogni visita ed esame effettuata in regione Lombardia si paga un ticket, ovvero una quota di compartecipazione alla spesa che il Sistema sanitario sostiene per fornire la prestazione. Questo significa che il ticket non copre la spesa per ogni prestazione: per esempio per l’artroscopia al ginocchio il ticket e di 51 euro, mentre l’esame ne costa 1.320. Il ticket che si paga per accedere alla prestazione è formato da due parti: una quota di ticket ordinario, introdotta nel 1989 e che arriva al massimo a 36 euro, e una quota di superticket introdotta dall’ultimo governo Berlusconi quando era ministro dell’Economia Giulio Tremonti. La norma nazionale prevedeva un superticket di 10 euro su tutte le prestazioni, ma la giunta lombarda, guidata da Formigoni, aveva scelto di introdurre un pagamento proporzionale al valore delle prestazioni, da 0 a 30 euro: più basso per prestazioni che costavano meno e più alto per le prestazioni che costavano di più. Una misura che consente alla regione di incassare, ogni anno, 120 milioni di euro. 

Le nuove tariffe. Dal primo luglio il superticket non avrà più come tetto gli attuali 30 euro, il valore massimo sarà 15 euro. Significa che per ogni ricetta la somma tra ticket ordinario e superticket non arriverà più al massimo a 66 euro, ma a 51, 36 più 15 euro. Lo sconto, però, vale solo per le prescrizioni che hanno attualmente un superticket superiore a 15 euro, ovvero circa il 28% del totale. Sette prestazioni su dieci, dunque, manterranno lo stesso “prezzo” per i pazienti. Le prestazioni colpite dal vero e proprio dimezzamento del superticket sono il 12%, e sono quelle che costano al servizio sanitario più di 100 euro. Per il 16% delle prestazioni si risparmiano da 30 centesimi a 10,50 euro. In questo senso i risparmi dei cittadini dal primo luglio saranno proporzionali alla spesa sostenuta.

Qualche esempio. La biopsia alla tiroide, che oggi si paga 52,80 euro, al paziente costerà dal 1 luglio 51 euro. La colonscopia passerà da 58,8 euro (36 di ticket, 22,8 di superticket), a 51, con un risparmio di 7 euro e 80, idem l’ecocolordoppler cardiaca. La Tac al torace (valore per il sistema sanitario: 102 euro) al paziente costa oggi 66 euro (30 di ticket ordinario, 36 di superticket), passerà a 51 (36 di ticket ordinario, 15 di superticket). Lo stesso per l’artroscopia al ginocchio o la broncoscopia con fibre ottiche. Nessuno sconto invece per prestazioni come l’esame del colesterolo (1,70 euro), visita cardiologica (28,50 euro), radiografia al polso (20,15 euro). L’ecografia ginecologica si continuerà a pagare 40,65 euro (31,65 ticket ordinario, 9 superticket) così come la mammografia bilaterale continuerà a costare 48,30 euro. 

Uno sconto da 21 milioni. La giunta Maroni aveva stanziato i 21 milioni necessari ma aveva dovuto congelare la misura dopo la bocciatura del Governo (sulla base dell’articolo 117 della Costituzione: lo Stato ha la competenza sulle leggi in materia di finanza pubblica). Il provvedimento viene annunciato il 1 marzo di quest’anno, alla vigilia delle elezioni, grazie alla legge di Bilancio del Governo Gentiloni che prevede un paracadute da 60 milioni l’anno proprio per abbassare il superticket. Martedì, annuncia l’assessore al Welfare Giulio Gallera, la giunta licenzierà il provvedimento, che scatterà il 1 luglio (ci sono tempi burocratici e tecnici, per adattare i sistemi informatici): «Ne beneficeranno un milione e mezzo di lombardi - spiega Gallera - La riduzione del ticket in base al valore della prestazione va incontro alle persone più bisognose, visto che le prestazioni più costose vengono effettuate per verificare gravi condizioni di salute. Inoltre il 62% degli assistiti già non paga alcun ticket, né regionale né nazionale». Sono infatti esenti under 14, disoccupati e cassintegrati, over 65 con reddito fino a 38.500 euro e famiglie con reddito fino a 18 mila euro.
da www.laprovinciapavese.gelocal.it
@Riproduzione Riservata del 25 maggio 2018

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