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EMOZIONI DA PARTO: COSA PROVA MIO FIGLIO?

di Daniela Fraticelli
da www.mamme.it
@Riproduzione Riservata del 06 marzo 2021
Il parto è senza dubbio uno dei momenti più carichi di significato, emozioni e sensazioni di una gravidanza. Tanto per la mamma, quanto per il bambino, che per la prima volta nella sua vita inizia a scoprire il mondo al di fuori del ventre materno.
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Se per chi porta in grembo il figlio è semplice raccontare quanto accade dal travaglio in poi, è decisamente più complesso “chiedere” la stessa cosa ad un bambino.
La tecnologia, però, ha fatto passi da gigante e, grazie anche all’aiuto di numerosi studi sul tema, è possibile capire meglio cosa sente e cosa prova il neonato al momento del parto.

Il neonato soffre durante il parto?

Mamme o future tali, alzate la mano se almeno una volta nella vostra vita non vi siete chieste “Chissà se mio figlio soffre durante il travaglio”.
La risposta è più logica che certificata: non esistono, infatti, ricerche definitive sul tema, ma considerando il passaggio della testa del piccolo dal bacino della madre, le contrazioni, gli spazi naturalmente ristretti e il conseguente calo di ossigeno nei momenti decisivi del parto, si può dire che complessivamente ciò rappresenta una situazione di stress e fatica per il piccolo.
Un momento intenso per mamma e figlio, quindi, che per questa ragione viene costantemente monitorato da parte dei medici attraverso il tracciato del battito cardiaco del bambino. Niente paura, quindi!

Il neonato vede qualcosa durante il parto?

Un’altra curiosità dei genitori è “Chissà cosa vede o cosa sente il piccolo durante il parto?”. Per rispondere è bene innanzitutto ricordare che, al momento della nascita, i sensi dei bambini sono già sviluppati: se, tuttavia, la vista non è così acuta, in considerazione della penombra presente nel ventre, l’udito è già a ottimi livelli.
Possiamo quindi dire che un bimbo, durante il travaglio - e già da prima - sente tutto: le voci ed i rumori esterni, i suoni intestinali della mamma, e soprattutto il suo battito cardiaco ed il suo respiro.
Ecco perché, una volta nato, basta appoggiare il piccolo al petto della mamma, per farlo “sentire” nuovamente a casa.

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