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DON ANTONIO MAZZI: ECCO LE MIE SETTE PRIORITÀ

Riapriamo l'anno scolastico insieme e non possono non esplodere tutti quei problemi dei quali pare sia impossibile farne a meno. Mancano gli insegnanti, alcune strutture sono in condizioni precarie, le mense che mai una volta piacciano ai genitori e, in più, quest'anno si aggiungono i vaccini. E ai giornali interessano più queste notizie che i veri problemi della scuola italiana. Potrei aggiungere in seconda battuta le altre tre emergenze, che da qualche tempo riempiono i notiziari: il bullismo, le droghe e l'azzardo.
Già qui siamo sul campo. Ma cosa nuova quest'anno, alcuni personaggi illuminati hanno mandato al Presidente un messaggio, proprio su questo argomento, che vorrei fare mio, sottoscriverlo e riportandovelo, con un piccolo commento finale. Mi soffermo ai titoli, che sono sette, lasciando a ciascuno di voi docenti, genitori e ragazzi, il tempo per riflettere. Perché, dice in apertura il documento, bisogna chiedersi con franchezza: "Cos'è al centro realmente? L'educazione, la cultura, l'amore per i giovani e per la crescita intellettuale e interiore, non solo professionale, o un processo economicistico-tecnicistico che asfissia e destituisce?".
I sette temi che ci vengono proposti, darebbero finalmente alla scuola un volto ben diverso e una visione dignitosa e ampia. Ve li metto in fila:

  • Conoscenze vs competenze
  • Innovazione didattica
  • Lezione vs attività laboratoriale
  • Scuola e lavoro
  • Metrica dell'educazione e della ricerca
  • Valutazione del singolo, valutazione del sistema
  • Inclusione e dispersione

Questi temi sono cruciali e difficilmente la scuola può arrivare a questi livelli con quello che ha. Urge perciò l'apertura di un ampio dibattito Governo-scuola-università-sindacati-aziende e la "gente". Scusate se la chiamo gente. Dobbiamo tutti fare uno sforzo enorme perché la scuola venga pensata, voluta, progettata, come priorità assoluta. Da prete, dovrei dire che urge una conversione generale, profonda e convinta. Rubo al Movimento di Cooperazione educativa (Mce) una riflessione riportata da la Repubblica: "La scuola può e deve avere un ruolo politico non in modo ideologico, che irrigidisce tutti, ma utilizzando al meglio i propri strumenti: ricerca, conoscenza degli oggetti culturali, tanta storia e dati concreti, per contribuire a formare una coscienza etica".

da www.exodus.it

@Riproduzione Riservata del 14 settembre 1028

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