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Diocesi di Tortona: Papa Francesco ci guida all’Ecumenismo

di Don Roberto Lovazzano, Delegato Diocesano per l’Ecumenismo

da www.diocesitortona.it
@Riproduzione Riservata del 21 gennaio 2022

Nel corso della visita agli amati profughi sull’isola di Lesbo e alla Chiesa Ortodossa di Cipro e della Grecia, Bergoglio, con la chiarezza e la decisione che gli sono proprie, ha tracciato la sua immagine della Chiesa e le sue linee guida: perle di pensiero ecumenico da raccogliere con la massima attenzione 

Diversità e unità. Conoscersi. Accoglierci. Fare spazio all’altro. Scambio di doni

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«Nella Chiesa la diversità è ricchezza» – sottolinea il Papa. La Chiesa deve essere luogo di incontro. Spazio aperto, in cui tutti sono raggiunti dalla misericordia di Dio e dal suo invito ad amare. Casa comune. Luogo delle relazioni. Convivenza delle diversità.

Nella Chiesa c’è quel Rito e quell’altro Rito. C’è uno che la pensa in un modo e un altro che la pensa in un altro modo e un altro in un altro modo ancora.
La Chiesa discute, ma rimane unita e nella discussione cresce. Nella diversità di tutti sta la ricchezza dell’unità. E chi fa l’unità? Colui che è l’autore della diversità: lo Spirito Santo. «Egli stesso è l’armonia», come dice San Basilio.
Esistono tante sensibilità spirituali ed ecclesiali, riti e tradizioni diverse, ma non dobbiamo mai sentire la diversità come una minaccia all’identità, né ingelosirci e preoccuparci dei rispettivi spazi. Siamo fratelli, amati da un unico Padre. Per costruire un futuro degno dell’uomo occorre lavorare insieme, superare le divisioni, coltivare il sogno dell’Unità. Abbiamo bisogno di accoglierci, di integrarci, di camminare insieme, di essere “sorelle e fratelli tutti”.
Dobbiamo frequentarci, conoscerci meglio, abbattere tanti preconcetti, metterci in docile, stimolante ascolto delle rispettive esperienze di fede. «Noi cattolici, ad esempio, abbiamo avviato un itinerario per approfondire la sinodalità e sentiamo di avere tanto da imparare su questo tema da voi ortodossi» – afferma il Papa davanti all’Arcivescovo di Atene. 

Superare i pregiudizi

Secoli di divisione ci hanno fatto assimilare non pochi pregiudizi ostili nei riguardi degli altri, preconcetti basati spesso su informazioni scarse e distorte, divulgate da una letteratura aggressiva e polemica.

Non lasciamoci paralizzare dal timore di aprirci e di compiere gesti audaci.

«Non assimiliamo quella “inconciliabilità delle differenze” che non trova riscontro nel vangelo». Tradizioni proprie e specificità di ciascuno non devono portare ad arroccarsi e a prendere le distanze dagli altri. Certo, nel campo delle nostre relazioni la storia ha scavato ampi solchi tra di noi, ma lo Spirito Santo ci invita a non rassegnarci alle divisioni del passato, a coltivare insieme il campo del Regno. Non temiamoci, ma aiutiamoci ad amare il Signore e a servire il prossimo. 

Lasciare da parte teorie astratte per camminare e lavorare insieme al servizio dei poveri

Sviluppiamo insieme forme di cooperazione nella carità. Apriamoci e collaboriamo in questioni di carattere etico del nostro tempo.
Prendiamoci cura dei più deboli e dei più poveri. Se lasciamo da parte teorie astratte e lavoriamo insieme, fianco a fianco, nel campo della carità, nella educazione, nella promozione della dignità umana, riscopriremo il fratello e la comunione maturerà da sé. Ognuno manterrà i propri modi e il proprio stile, ma col tempo e col lavoro congiunto crescerà la concordia e la fecondità. 

Radici apostoliche condivise

Condividiamo le radici apostoliche, radici che sono sotterranee, nascoste, spesso trascurate, ma che ci sono e sostengono tutto. Queste radici, cresciute dal seme del vangelo, hanno cominciato a portare frutto proprio nella cultura ellenica. Pensiamo a tanti Padri antichi e ai primi Concili ecumenici. In seguito, purtroppo, siamo cresciuti lontani, veleni mondani ci hanno contaminato, la zizzania del sospetto ha aumentato le distanze e abbiamo smesso di coltivare la comunione. 

Errori dei cattolici

«Con vergogna lo riconosco per la Chiesa cattolica: certe azioni e scelte di tanti cattolici hanno fatto appassire la comunione, azioni e scelte che poco o niente hanno a che vedere con Gesù e col suo vangelo, improntate piuttosto a sete di guadagno e di potere» – ha detto ancora il Papa ad Atene.

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