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Diocesi di Tortona: Anniversario del Diaconato

di Cristina Bertin

da www.diocesitortona.it
@Riproduzione Riservata del 14 gennaio 2022

Mons. Marini ha celebrato la Messa a Casei Gerola.-

CASEI GEROLA - Il martire Stefano è stato il primo dei 7 diaconi scelti dalla comunità cristiana perché aiutassero gli Apostoli ad annunciare il Vangelo. E proprio nel giorno della sua memoria, il 26 dicembre, che quest’anno coincideva con la festa della Santa Famiglia di Gesù, presso l’Insigne Collegiata di Casei Gerola, Mons. Guido Marini, ha celebrato la S. Messa per ricordare l’anniversario della nascita del Diaconato diocesano.

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Erano presenti i Diaconi Permanenti della Diocesi, insieme ai sindaci delle parrocchie della Comunità Pastorale guidata da don Maurizio Ceriani e a numerosi fedeli.
Leonardo Tartara, primo cittadino di Casei Gerola, ha accolto il vescovo con un caloroso benvenuto da parte della comunità civile casellese e di quelle della Comunità pastorale. Don Maurizio ha salutato il vescovo Guido a nome dei diaconi permanenti che ricordavano il 33° anniversario della prima ordinazione diaconale diocesana.
«La lungimiranza del suo illustre predecessore, Monsignor Luigi Bongianino, – ha affermato il sacerdote rivolgendosi al vescovo – volle che Tortona fosse tra le prime realtà in Italia ad avviare il cammino del diaconato permanente nel lontano 1984, per giungere quattro anni dopo alla prima ordinazione. Nella prospettiva del vescovo Bongianino il diacono permanente non era e non doveva diventare un “surrogato” del sacerdote, quanto arricchire la comunità diocesana con il “dono proprio” di una specifica vocazione e di un servizio singolare».

A ricordo di questo primo incontro con la comunità casellese che «aveva espresso una della prime vocazioni al diaconato permanente» è stata donata al vescovo una icona raffigurante san Giovanni Battista, titolare dell’Insigne Collegiata e realizzata dall’artista Lella Zanini.
Mons. Marini, durante l’omelia, ha evidenziato come il giorno di santo Stefano sia «il primo degli otto giorni successivi al Natale, in cui la Chiesa desidera continuare a sostare davanti alla grotta di Betlemme per contemplare e adorare il mistero della nascita di Gesù. Non basta un solo giorno per contemplare e assimilare un mistero tanto grande». Commentando il passo della prima lettera di Giovanni (1Gv 3,1-2.21-24), ha sottolineato come le parole: «Noi siamo figli di Dio, lo siamo realmente!» che potrebbero essere per noi un fatto quasi normale, siano importanti «per riconoscere l’eccezionalità del potersi proclamare “figli di Dio”, trovando il sussulto emozionale del cuore quando riconosciamo ciò che significa essere amati davvero e quindi salvati di un amore eterno e infinito che trasforma la nostra vita. Questa è la gioia autentica del Natale di Gesù, questa è la nostra dimora nella quale vivremo per sempre».

Nella pagina di Vangelo (Lc 2,41-52) della festa della Santa Famiglia, Mons. Marini ha posto l’accento sui tre verbi significativi del brano: «Cercare, custodire e crescere». «Cercare: come Maria e Giuseppe cercano Gesù perché capiscono che senza di lui non possono vivere, così ogni giorno ci trovi alla ricerca appassionata del Signore, perché senza di lui siamo perduti.
Custodire: come la Madonna ha vissuto qualcosa che subito non ha compreso ma sa che tutto è dentro un disegno d’amore, anche noi siamo chiamati a custodire ciò che non capiamo, in particolare nelle circostanze della vita in cui il Signore ci sembra distante e viviamo momenti difficili fidandoci che lui pensa sempre per al bene più grande per ognuno.
Crescere: come Gesù cresceva in sapienza, età e grazia. Siamo chiamati a crescere nella vita cristiana, nell’amore per il Signore, per il nostro prossimo e nel cammino di fede». La corale parrocchiale diretta da Giuseppe Pipero ha reso solenne la celebrazione.

Al termine i diaconi hanno posato per una foto ricordo con il pastore diocesano.

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