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«DINANZI AI CANI SELVAGGI CHE CERCANO SCANDALO E DIVISIONE SILENZIO E PREGHIERA»

di Antonio Sanfrancesco

Francesco riprende le messe del mattino a Santa Marta: «Con le persone che cercano soltanto la distruzione, anche nelle famiglie, bisogna tacere e pregare come ha fatto Gesù. La verità è mite e non fa rumore».-

«Con le persone che cercano soltanto lo scandalo e la divisione», dinanzi ai «cani selvaggi» che cercano la guerra e non la pace, l’unica strada da percorrere è quella del «silenzio» e della «preghiera». È la riflessione di papa Francesco che dopo la pausa estiva ha ripreso lunedì la celebrazione mattutina della Messa a Santa Marta.

Il Pontefice commenta il brano odierno del Vangelo di Luca nel quale Gesù, tornato a Nazareth, viene accolto con sospetto. Un episodio che, dice Bergoglio, permette di «riflettere sul modo di agire nella vita quotidiana, quando ci sono dei malintesi» e di comprendere «come il padre della menzogna, l’accusatore, il diavolo, agisce per distruggere l’unità di una famiglia, di un popolo». Giunto nella sinagoga, Gesù è accolto da una grande curiosità: tutti vogliono vedere con i propri occhi le grandi opere di cui è stato capace in altre terre. Ma il Figlio del Padre Celeste usa solo «la Parola di Dio». Questo atteggiamento di umiltà lascia spazio alla prima “parola-ponte”, chiarisce Papa Bergoglio, una parola che semina il “dubbio”, che porta a un cambio di atmosfera, “dalla pace alla guerra”, “dallo stupore allo sdegno”. Con il suo silenzio Gesù vince i «cani selvaggi», vince «il diavolo» che aveva seminato la menzogna nel cuore: «Non erano persone, erano una muta di cani selvaggi che lo cacciarono fuori dalla città», spiega il Pontefice. «Non ragionavano, gridavano. Gesù taceva. Lo portarono sul ciglio del monte per buttarlo giù. Questo passo del Vangelo finisce così: “Ma Egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino”. La dignità di Gesù: con il suo silenzio vince quella muta selvaggia e se ne va. Perché non era arrivata ancora l’ora. Lo stesso accadrà Venerdì Santo: la gente che Domenica delle Palme aveva fatto festa per Gesù e gli aveva detto “Benedetto Tu, Figlio di Davide”, diceva “crucifige”: avevano cambiato. Il diavolo aveva seminato la menzogna nel cuore, e Gesù faceva silenzio».

«LA VERITÀ È MITE, NON È RUMOROSA»
Il silenzio di Gesù, dunque, come reazione a chi semina scandalo: «Il silenzio che vince, ma tramite la Croce», specifica il Papa. «Il silenzio di Gesù. Ma quante volte nelle famiglie incominciano delle discussioni sulla politica, sullo sport, sui soldi e una volta e l’altra e quelle famiglie finiscono distrutte, in queste discussioni nelle quali si vede che il diavolo è lì che vuol distruggere … Silenzio. Dire la sua e poi tacere. Perché la verità è mite, la verità è silenziosa, la verità non è rumorosa. Non è facile, quello che ha fatto Gesù; ma c’è la dignità del cristiano che è ancorata nella forza di Dio. Con le persone che non hanno buona volontà, con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, che cercano soltanto la distruzione, anche nelle famiglie: silenzio. E preghiera».

Papa Francesco ha concluso la sua omelia con questa preghiera: «Il Signore ci dia la grazia di discernere quando dobbiamo parlare e quando dobbiamo tacere. E questo in tutta la vita: nel lavoro, a casa, nella società … in tutta la vita. Così saremo più imitatori di Gesù».

da www.famigliacristiana.it

@Riproduzione Riservata del 03 settembre 2018

 

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