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Cuore artificiale salvavita, via libera al San Matteo

di Valeria Sforzini

Garantisce la sopravvivenza nei casi più gravi in attesa di un organo compatibile. In Italia questo tipo di trapianto è autorizzato solo in altri tre centri specializzati.-

PAVIA. Al San Matteo, ora, si possono trapiantare anche cuori artificiali: per i pazienti cardiopatici più gravi è una garanzia di sopravvivenza in attesa che sia disponibile un cuore vero e compatibile.

L’autorizzazione ministeriale a questo tipo di trapianti è appena arrivata, e il San Matteo si aggiunge agli altri tre centri specializzati in Italia autorizzati (A Padova, Milano e Napoli).

«Abbiamo aggiunto una freccia importante alla nostra faretra: da oggi potremo curare i nostri pazienti a 360 gradi», commenta Stefano Pelenghi, primario di Cardiochirurgia che insieme alla sua equipe ha conseguito a Berlino l’abilitazione all’impianto di cuore artificiale.

« Quarto polo in Italia a ottenere l’attestato – aggiunge Pelenghi – Pavia può garantire ora ai malati una soluzione che prima mancava e che, seppur estrema e altamente invasiva, consente loro di sopravvivere in attesa del trapianto».

Organi meccanici. «Il settore dei trapianti soffre la mancanza di donatori, e dobbiamo trovare dei mezzi per far sopravvivere i pazienti finché non troviamo l’organo – spiega il primario –. In questi casi estremi, mettiamo al paziente un’assistenza circolatoria per allungare il periodo di attesa, per aiutare il cuore a pompare. Se prima esistevano macchinari che dovevano appoggiarsi a una parte del cuore funzionante, oggi si può intervenire anche su cuori che sono interamente compromessi. Il SynCardia è il primo cuore totalmente artificiale che prevede un’assistenza biventricolare e che l’organo umano venga rimosso del tutto in attesa di un donatore compatibile».

intervento estremo. Negli ultimi anni sono stati impiantati poco più di 40 cuori artificiali: la loro durata è di breve-medio termine, il che significa che l’operazione costituisce un ponte prima del trapianto e il cuore artificiale deve essere sostituito il più rapidamente possibile. Il cuore artificiale ha un costo che si aggira attorno agli 80mila euro: relativamente basso se paragonato a quello delle alternative di sostituzione cardiaca parziale. La durata massima è stata di quattro anni, mentre il 50% dei casi ha resistito per due. Il paziente può anche uscire dall’ospedale, ma deve portare al seguito un macchinario che lo monitori costantemente. «Non è una vita normale – prosegue il primario – questo impianto è molto più invasivo di quelli fatti in passato, però parliamo di pazienti che potrebbero essere morti, e invece sopravvivono. È una soluzione estrema ma necessaria».

UN LAVORO DI EQUIPE. A Berlino Stefano Pelenghi non era solo, ma ad accompagnarlo c’era un’intera équipe di medici, composta da: i cardiochirurghi Carlo Pellegrini e Fabrizio Gazzoli, l’anestesista Chiara Riccardi, la perfusionista Antonella Degani e la cardiologa Annalisa Turco. Essendo un intervento così massiccio, la SynCardia Systems, la ditta americana che produce e che ha dato il nome al primo cuore interamente artificiale, non consente l’installazione a meno di aver ottenuto la certificazione. 

da www.laprovinciapavese.gelocal.it

@Riproduzione Riservata del 07 luglio 2018

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