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CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

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Come possiamo accogliere Dio nella nostra vita

il blog di don Antonio Rizzolo 
da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 14 gennaio 2021
Sono una ragazza di 23 anni. Ho sempre creduto fermamente in Dio superando le difficoltà della vita con Lui vicino a sostenermi. Soprattutto in questo periodo vedo la sofferenza e lo sconforto che si insinuano nel cuore della gente e nel mio. Non ho perso la fiducia in Lui, al contrario la sento più che mai, ma mi chiedo come diventare dimora stabile per Dio e io trovare la mia casa in Lui. Come posso sentirlo continuamente, avere la forza di seguirlo, portare continuamente frutto, far sì che da lontano vedendomi la gente dica: «Quella è la dimora di un discepolo»?
Non voglio essere soltanto l’ospite di un giorno, ma abitare perennemente in Lui. Con che forza posso tenerlo nel mio cuore diffondendo intorno a me amore per allietare la vita ora divenuta difficile per molti? Come si può rendersi accoglienti per Dio e non per la paura che si impossessa di noi?
Lettera firmata
Risponde don Antonio Rizzolo

Prima di tutto grazie per le tue parole. Sono già una testimonianza perché esprimono il desiderio profondo del tuo cuore. E possono far ricredere tanti che hanno scarsa considerazione dei giovani, ritenendoli tutti vuoti e superficiali. In questo momento, anche a causa della pandemia, la paura e lo sconforto si insinuano nell’animo di tanti. Tu ci ricordi che la soluzione è tenere viva la fiducia in Dio, accoglierlo nel cuore, diffondendo così amore intorno a noi. Ma come realizzare tutto ciò? Abbiamo prima di tutto i mezzi che la Chiesa ci indica, e non vanno disprezzati: la Parola di Dio, da leggere e meditare, ricavando spazi appositi; i sacramenti, specialmente l’Eucaristia, per mezzo dei quali Cristo ci dona se stesso, la sua forza, la sua grazia.

E poi la preghiera, che è prima di tutto un dialogo con Dio, da fare in solitudine ma anche insieme alla comunità. Una risposta alla tua domanda si trova poi nel Vangelo di Giovanni, dove Gesù dice: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (14,23). E amare Gesù, osservare la sua parola, significa amarsi gli uni gli altri. Infatti, «da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). E cos’è l’amore? Non tanto un bel sentimento, ma lavarsi i piedi gli uni gli altri, come ha fatto Gesù nell’ultima cena, mettersi cioè al servizio di tutti. Con le parole e con i fatti.

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