Come gli oratori stanno rispondendo al disagio dei ragazzi
di Andrea Ceredani, Milano
da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del 31 gennaio 2026
Una ricerca condotta dalle diocesi della Lombardia, con l’Università Cattolica, rivela le fatiche delle nuove generazioni raccolte grazie alle “antenne” rappresentate dai 2.300 oratori. La necessità di abitare gli spazi di vita dei giovani.-

Un giovane disperato
Il disagio dei giovani è anche, e in certi casi soprattutto, un disagio spirituale. Una grande maggioranza (86%) degli adolescenti manifesta il proprio malessere come disaffezione verso il cammino religioso, con percentuali ancora più alte tra i giovani adulti (88%) nella fascia dai 18 ai 21 anni. Non sono, però, dati da leggere come sintomatici di un abbandono della pratica religiosa: piuttosto, testimoniano «l’emergere di nuove consapevolezze e la genesi di pensieri di cambiamento pastorale ed educativo» tra i più giovani. A spiegarlo – e a pubblicare i dati – è la ricerca “Oratori lombardi e disagio adolescenziale”, condotta negli scorsi quattro anni dagli Oratori delle diocesi lombarde (Odielle) in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e presentata stamani al teatro Qoelet di Bergamo, in occasione del Convegno degli oratori lombardi dal titolo “Oratorio: un tempo per crescere”. «Ci siamo accorti che molte cose sono cambiate negli ultimi anni – spiega ad Avvenire il vescovo di Vigevano Maurizio Gervasoni, delegato della Conferenza episcopale lombarda per la pastorale giovanile –. Seguendo la loro tradizione, gli oltre 2.300 oratori della Lombardia continuano a offrire una risposta educativa efficace. Ultimamente, però, abbiamo capito che la figura dell’oratorio, per come l’abbiamo ricevuta dal passato, presenta anche proposte inadeguate a nuove circostanze».
A guidare la ricerca, perciò, sono state alcune domande: «Come si rapportano gli oratori lombardi con il disagio adolescenziale e giovanile?», «come interpretano il loro compito educativo?» e, soprattutto, «come si manifesta il disagio giovanile?». A fornire le risposte, raccolte con i questionari distribuiti a partire dal 2022, sono stati gli stessi ragazzi tramite i sacerdoti che guidano gli oratori. Come emerge dunque dall’indagine, disagio giovanile è sinonimo di fragilità emotiva (84%), solitudine (80%) e dispersione relazionale (78%). Ma non mancano anche sintomi più gravi come la dispersione scolastica (45%) e le dipendenze da social, droghe e alcool (38%). Con l’avanzare dell’età crescono anche i rischi relativi alle sostanze stupefacenti: nella fascia tra i 18 e i 21 anni, secondo i sacerdoti interrogati, oltre due giovani su dieci fanno uso di droghe o alcolici. In questo contesto, per gli autori del report, il ruolo degli oratori è quello di «uscire»: è necessario «saper davvero abitare gli spazi di vita dei ragazzi – si legge nella pubblicazione –. Si tratta di saper essere in strada e di dare maggiore attenzione anche ai giovani che non frequentano gli spazi dell’oratorio». Secondo il vescovo Gervasoni, gli oratori restano un osservatorio privilegiato per ascoltare e curare i disagi delle nuove generazioni, a patto che mantengano come prioritaria la loro missione educativa. «La questione principale – commenta – è che la Chiesa ricopra, tramite gli oratori, un ruolo nella comunità educante. Recentemente, a causa di un deficit di partecipazione complessiva della società italiana al compito educativo, anche la politica sente di aver bisogno degli oratori e dei loro percorsi formativi già strutturati». In altre parole, dove non arrivano lo Stato e le istituzioni pubbliche ad accogliere e prendersi cura dei più giovani, con i loro disagi, ci sono i cortili e i saloni delle parrocchie. Che in Lombardia ora si aprono anche all’aiuto dei professionisti delle cooperative, per venire incontro al disagio dei più giovani «con competenze educative – riprende Gervasoni – a servizio dei progetti di ispirazione cristiana»: per questo stamani, sempre nella cornice del convegno di Odielle, gli oratori lombardi firmano un accordo con Confcooperative.
È un’alleanza che «rafforza e valorizza alleanze già presenti in molti territori – sottolinea Valeria Negrini, firmataria e presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia –. Mettere in rete parrocchie e cooperative sociali significa integrare competenze educative, radicamento territoriale e capacità progettuale. Il Tavolo regionale nasce per promuovere percorsi condivisi e accompagnare gli oratori nell’affrontare, insieme, le nuove fragilità educative e sociali». Ma il contrasto al disagio giovanile, negli oratori, passa anche dalla costruzione di un contesto che favorisca l’espressione di sé. Con questo intento, la nuova campagna di sensibilizzazione “Il tuo oratorio, tuo tempo”, che viene presentata stamani al convegno di Odielle a Bergamo, nei prossimi mesi colorerà con quattro poster le pareti degli oltre 2.300 oratori sparsi per tutta la regione. «L’obiettivo – annunciano gli autori – è ricordare e sottolineare come il tempo dell’oratorio sia buono per ogni momento e adatto a ogni stagione della vita».
