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Cause di aborto nel primo trimestre di gravidanza

di Alessia Altavilla
Perché nel primo trimestre di gravidanza le possibilità di perdere il bambino sono più alte? E quali sono le cause principali dell'interruzione di gravidanza?.

L'aborto spontaneo è l'interruzione, non voluta, di gravidanza entro il termine della ventesima settimana, prima cioè che il feto possa essere ipoteticamente in grado di sopravvivere al di fuori dell'utero materno in modo autonomo.

Gli aborti spontanei nel primo trimestre sono abbastanza frequenti (circa il 20% delle gravidanze si conclude con un aborto) e spesso si verificano prima ancora che la donna si sia resa conto di essere incinta. Il periodo più a rischio va dalle prime settimane alla tredicesima (primo trimestre).

PRINCIPALI CAUSE  

Molteplici sono le cause di aborto spontaneo e non sempre è facile capire davvero cosa sia andato storto. Per eliminare, però, qualsiasi senso di colpa, qualsiasi rimpianto, va detto che non esistono nemmeno reali comportamenti preventivi (stare a riposo, non lavorare....). In un certo senso, si può dire, che se deve succedere, succede.

  • Età: l'età della mamma al momento della gravidanza costituisce senz'altro un fattore di rischio. Aumentano sensibilmente, infatti, i casi di aborto dopo i 35 anni. E dopo i 40 anni si interrompe una gravidanza su tre.
  • Problemi genetici del feto: spesso l'aborto spontaneo nel primo trimestre avviene per malformazioni genetiche dell'embrione che renderebbero la sua vita extra uterina impossibile (2 aborti su 3 sono dovuti a questo). In questo caso, in un certo senso, è la natura che difende se stessa e si protegge.
  •  Gravidanze multiple: l'utero, sottoposto a una crescita troppo veloce, non riesce ad accogliere nel modo corretto gli embrioni che, in questo modo, non possono 'attaccarsi' e sopravvivere.
  • Malformazioni uterine della donna: le malformazioni uterine della donna (per esempio una cavità uterina troppo piccola) rendono impossibile il corretto impianto dell'embrione che così non riesce a vivere. Questo fatto interessa circa l'1% delle donne.
  • Presenza di polipi o fibromi: sono presenti nel 20% delle donne e rappresentano un ostacolo per il proseguimento della gravidanza. Se, quindi, state cercando un bambino, sottoponetevi prima a una visita ginecologica ed, eventualmente, a una rimozione chirurgica degli stessi (si tratta di un'operazione ambulatoriale che si risolve nell'arco di una giornata di ricovero).
  • Malattie croniche della donna: disturbi ormonali, problemi alla tiroide, sindrome dell'ovaio policistico... Sono tutti fattori di rischio per il buon proseguimento della gravidanza.
  • Infezioni: alcuni virus e alcuni batteri contratti durante la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, possono essere responsabili della perdita del bambino (toxoplasmosi, listeriosi...).
  • Comportamenti scorretti: fumo, alcol, droghe possono compromettere il buon andamento della gestazioni, causando la morte prematura dell'embrione.
  • Fecondazione artificiale: gli aborti spontanei in seguito a fecondazione artificiale sono circa il 50-75% del totale. La gravidanza si interrompe dopo il transfer degli embrioni, provocando un sanguinamento che si verifica intorno alla data prevista per la mestruazione. Dopo la fecondazione assistita, la donna può quindi non rendersi nemmeno conto dell’avvenuto concepimento.

SINTOMI
Tra i sintomi principali perdite vaginali e dolori addominali. Va detto, però, che perdite ematiche nel primo trimestre sono un fenomeno piuttosto frequente, soprattutto se queste si verificano in concomitanza con i giorni delle mestruazioni. Non sempre, perciò, la presenza di sangue è portatrice di brutte notizie: una visita ginecologica immediata confermerà o escluderà l'aborto.
In caso di aborto spontaneo nei primi mesi, generalmente, non è necessario l'intervento medico e il ricovero ospedaliero. Questo si verifica in modo autonomo e non richiede alcun particolare intervento.
Il ricovero, invece, potrebbe essere necessario qualora il battito dell'embrione non sia percepibile, ma quest'ultimo rimane saldamente impiantato nell'utero. In tal caso, potrebbe essere necessario un raschiamento.

da www.bambinopoli.it
@Riproduzione Riservata del 16 giugno 2019

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