logo sito cav

CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it

In memoria delle vittime del crollo del ponte Morandi di Genova

anche il CAV, in questo momento di dolore, rivolge il proprio sentimento di vicinanza e cordoglio per le vittime del crollo del ponte Morandi.

milena pezzoni-cav

 

di Annachiara Valle

Il cardinale di Genova celebra i funerali di Stato per alcune delle vittime del crollo del ponte Morandi. «L'assenza è una scelta dei familiari ai quali va tutto il rispetto, e che certamente farà pensare chi di dovere», aveva detto ieri commentando la decisione di 20 famiglie di celebrare i funerali in forma privata.

I calciatori del Genoa e della Sampdoria, con le rispettive maglie, seduti gli uni accanto agli altri. I vigili del fuoco, i soccorritori, le crocerossine, la gente comune. Un applauso accoglie il capo dello Stato Sergio Mattarella e altri applausi, lunghi, calorosi, salutano le 18 salme coperte di fiori allineate sotto la tenda della fiera di Genova trasformata in altare .

C’è anche un imam chiamato a pregare per le due vittime musulmane unite alle altre nella tragedia.

Questa, dice il cardinale Angelo Bagnasco nella sua omelia, «è l’ora della grande vicinanza. Siamo certi che nel cuore di ognuno stia crescendo per Genova un amore ancora più grande, convinto che essa lo merita, che non può essere dimenticata da nessuno, e che la sua vocazione è scritta nella sua storia di laboriosità e di tenacia, oltre che nella sua posizione di porta fra il mare e il continente».

Con l’arcivescovo di Genova c’è tutta la cittadinanza che si stringe attorno alle bare.

«Il viadotto è crollato», dice ancora Bagnasco, «esso – com’è noto – non era solo un pezzo importante di autostrada, ma una via necessaria per la vita quotidiana di molti, un’arteria essenziale per lo sviluppo della Città. Genova però non si arrende: l’anima del suo popolo in questi giorni è attraversata da mille pensieri e sentimenti, ma continuerà a lottare. Come altre volte, noi genovesi sapremo trarre dal nostro cuore il meglio, sapremo spremere quanto di buono e generoso vive in noi e che spesso resta riservato, quasi nascosto». Vicino, con discrezione e lacrime, alle famiglie delle vittime e a tutto il popolo genovese, il cardinale sottolinea che «la rete organizzativa e la tempestività a tutti i livelli - istituzionale, di categoria e associazioni –, la professionalità di tutti, dei vigili del fuoco» e qui il discorso viene a lungo interrotto dagli applausi, «la disponibilità generosa di molti, la forza dei feriti, la preghiera e la solidarietà che subito si sono levate da ogni parte della Diocesi, rendono visibile l’anima collettiva della nostra Città. Ci auguriamo che i numerosi sfollati non solo trovino temporanea  ospitalità, ma che possano ritrovare presto il necessario calore della casa».

Non ci sono parole per dire il dolore. «Sappiamo», dice l’arcivescovo, «che qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, così come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire. L’iniziale incredulità e poi la dimensione crescente della catastrofe, lo smarrimento generale, il tumulto dei sentimenti, i “perché” incalzanti, ci hanno fatto toccare ancora una volta e in maniera brutale l’inesorabile fragilità della condizione umana». Ma non bisogna darsi per vinti: «Proprio dentro a questa esperienza, che tutti in qualche modo ha toccato», insiste il cardinale, «si intravvede un filo di luce. Quanto più ci scopriamo deboli ed esposti, tanto più sentiamo che i legami umani ci sono necessari: sono il tessuto non solo della famiglia e dell’amicizia, ma anche di una società che si dichiara civile. Questi vincoli, che ci uniscono gli uni con gli altri, richiedono una affidabilità solida e sicura: senza un amore affidabile, infatti, non sarebbe possibile vivere insieme. È la gioia della semplice presenza degli altri che ci permette di portare la vita, e di condividere gioie e dolori: come un ponte ci permette di varcare il vuoto, così la fiducia ci consente di attraversare le circostanze facili o ardite della strada terrena».

E, infine, l’invito a guardare in alto «verso Dio, fonte della speranza e della fiducia. Guardando a Lui eviteremo la disperazione e potremo tornare a guardare con coraggio il mondo, la vita, la nostra amata Città. Potremo guardarci gli uni gli altri e riconoscerci fratelli, perché figli dello stesso Padre ben oltre ogni differenza. Potremo rinnovare la fiducia reciproca e consolidare la vicinanza di queste ore. Potremo costruire ponti nuovi e camminare insieme».

da www.famigliacristiana.it

@Riproduzione Riservata del 18 agosto 2018

di Simona Marchetti

Il caso è stato raccontato da una pediatra britannica durante l'annuale conferenza dell'organizzazione NSPCC.-

I videogiochi possono coinvolgere a tal punto i bambini da fare in modo che non sentano nemmeno più gli impulsi corporei più basilari, come ad esempio andare in bagno, col rischio così di sviluppare problemi di salute a lungo termine. A lanciare l'avvertimento è stata la pediatra Jo Begent dell'University College London Hospital che, intervenendo nel corso della conferenza annuale della NSPCC (la principale organizzazione non profit britannica per l’infanzia), ha citato il caso di un bambino di 10 anni, operato d'urgenza all'intestino dopo aver passato otto ore di fila attaccato alla consolle, senza staccarsi nemmeno per fare pipì. «Un giorno nella mia clinica pediatrica si è presentato un ragazzino di dieci anni che zoppicava ed era conciato davvero male - ha raccontato infatti la dottoressa Begent - ma quello che mi ha mandata nel panico è stata la massa enorme che gli usciva dal bacino e che in un primo momento credevo fosse un tumore. I successivi controlli hanno invece evidenziato una grave dilatazione del bacino e una costipazione spaventosa».

Caso limite ma...

Come si legge sul Daily Mail, a quel punto la pediatra ha voluto capirci qualcosa in più, ma quello che ha poi scoperto è stato a dir poco sconcertante. «Quando ho approfondito la questione, è venuto fuori che la vescica e l'intestino si erano deformati in quel modo perché il ragazzino aveva smesso di andare in bagno per non doversi staccare dal suo videogame - ha continuato la Begent - ed era talmente preso dal gioco da ignorare anche i bisogni corporei basilari, perché considerati fonte di distrazione». Pur trattandosi di un caso limite, la pediatra ha sottolineato come social media e videogame stiano avendo un impatto sempre maggiore e sempre più pericoloso sulla salute fisica e mentale di bambini e adolescenti. «Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento esponenziale di casi - ha concluso la Begent - e se inizialmente i problemi erano legati alla mancanza di sonno e all'obesità, ora invece riguardano anche aspetti psico-fisici molto più profondi e che possono avere risvolti potenzialmente drammatici».

La dipendenza da videogiochi è una malattia

Proprio di recente l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha messo la dipendenza da videogiochi nella categoria malattie mentali, inserendo il cosiddetto gaming disorder nell’ultima revisione della International Classification of Diseases (Icd-11), l’elenco che contiene tutte le patologie riconosciute, oltre 55mila, usato per le diagnosi dai medici di tutto il mondo. La nuova versione verrà adottata a partire dal 2022.

da www.corriere.it
@Riproduzione Riservata del 22 giugno 2018

di Vatican News

Francesco torna sul tema della vita nascente: «Oggi si vuole pianificare tutto, persino le caratteristiche dei figli. Invece ci sono variabili che non possono essere previste né controllate. In ogni persona umana c’è l’impronta di Dio, ogni vita è un suo dono».-

«Nonostante tutte le scoperte della scienza e della tecnica e le manipolazioni genetiche, la vita umana è e resta mistero». Perché «Dio non dipende dalle nostre logiche e dalle nostre limitate capacità umane. Bisogna imparare a fidarsi e a tacere di fronte al mistero di Dio e a contemplare in umiltà e silenzio la sua opera, che si rivela nella storia e che tante volte supera la nostra immaginazione». Nel consueto Angelus domenicale Papa Francesco torna sul tema della vita nascente, dopo le dichiarazioni forti al Forum delle famiglie della scorsa settimana, quando ha parlato di «nazisti in guanti bianchi» riferendosi agli aborti selettivi sui bambini disabili.

Per la nascita di San Giovanni Battista

L’occasione per riprendere il discorso è il passo evangelico della nascita di San Giovanni Battista, da genitori molto anziani e fino a quel momento sterili. «Ecco, in questa storia c’è una verità in controtendenza rispetto alla cultura di oggi, che ci porta a pianificare ogni cosa, perfino le caratteristiche dei figli. Invece nell’esistenza umana ci sono variabili che non possono previste né controllate. La vita di una persona va sempre oltre i nostri schemi e le nostre stesse attese, perché è dono di Dio. E più conosciamo e più rimaniamo stupiti e affascinati!». E ha aggiunto: «In ogni persona umana c’è l’impronta di Dio, sorgente della vita, per questo bisogna essere sempre più consapevoli che nella generazione di un figlio i genitori agiscono come collaboratori di Dio. Una missione veramente sublime che fa di ogni famiglia un santuario della vita. La Vergine Santa ci aiuti a comprendere che in ogni persona umana c’è l’impronta di Dio, sorgente della vita ».

La fede: «Gioia, stupore, gratitudine»

Francesco è poi tornato a parlare della fede e di come viverla ogni giorno: «Il popolo fedele di Dio è capace di viverla con gioia, stupore e gratitudine». E ha chiesto a tantissimi fedeli che lo ascoltavano sotto il sole di piazza San Pietro: «Facciamoci un un esame di coscienza: come è la mia fede? È gioiosa o sempre uguale? Una fede piana? Ho senso dello stupore quando vedo le opere del Signore?».

Il ricordo della beata «Chiquitunga»

A conclusione dell’Angelus il Papa ha chiesto alla folla un applauso per la «Chiquitunga», la popolarissima monaca carmelitana del Paraguay Maria Felicia di Gesù Sacramentato, nata Maria Felicia Guggiari Echeverri’a, proclamata ieri beata ad Asuncion e vissuta nella prima metà del ventesimo secolo. La suora che morì a 34 anni era chiamata con questo nomignolo da suo papà, ha ricordato Bergoglio: «Da ragazza aderì con entusiasmo all’Azione Cattolica e si prese cura di anziani, ammalati e carcerati. Questa feconda esperienza di apostolato, sostenuta dall’Eucaristia quotidiana, sfociò nella consacrazione al Signore. Accettò con serenità la malattia e anche per questo la sua testimonianza è un invito per tutti i giovani, specialmente quelli paraguaiani, a vivere la vita con generosità, mansuetudine e gioia».

«E noi - si è chiesto il Papa - siamo aperti alle novità dello Spirito. La nostra fede è aperta alle sorprese di Dio?». « La Vergine Santa - ha ocncluso Francesco - ci aiuti a comprendere che in ogni persona umana c’è l’impronta di Dio, sorgente della vita. Lei, Madre di Dio e Madre nostra, ci renda sempre più consapevoli che nella generazione di un figlio i genitori agiscono come collaboratori di Dio. Una missione veramente sublime che fa di ogni famiglia un santuario della vita».
da www.corriere.it
@Riproduzione Riservata del 24 giugno 2018

Quest' anno il C.A.V. è arrivato a compiere 30 anni. Concepito il 16 marzo 1988 con la costituzione di un primo gruppo promotore guidato dalla signora Armella Giuliana, all' epoca Ostetrica in attività c/o l' Ospedale Civile di Voghera.
L'anno successivo in data 2 febbraio, sarebbe poi nato il "CENTRO DI ACCOGLIENZA ALLA VITA VOGHERESE" con regolare statuto depositato c/o Notaio Caridi e con prima sede in via  Emilia n° 263 presso la Parrocchia S. Pietro ( Don Orione ).
Di quali risultati come presidente e volontario fondatore, Ti senti più soddisfatto ?
Cosa auguri all' associazione per il futuro ?
 
Risponde il Presidente        
Anzitutto ritengo di essere stato ben ispirato quando con il consenso delle volontarie e dei volontari fondatori, ho ottenuto che la nostra associazione fosse dichiaratamente ancorata alla Chiesa, infatti anche il nostro statuto afferma all' art. 3 : “l’associazione si ispira ai valori umani a difesa della vita, salvaguardati dalla Tradizione e dal Magistero della Chiesa Cattolica” .
Considerando poi la nostra inesperienza iniziale e il fatto che nonostante la nostra buona volontà avremmo potuto affondare alle prime serie difficoltà, sono soddisfatto di aver  organizzato con le nostre volontarie il 28 giugno 1998 un pellegrinaggio al Santuario di Stazzano dove durante la celebrazione di una Santa Messa presieduta da Mons. Vescovo Luigi Bongianino, abbiamo offerto tutte le iniziative del C.A.V. al Sacro Cuore di Gesù.
Devo riconoscere che la provvidenza è venuta in soccorso delle nostre attività in diverse occasioni e ho sempre creduto che fossero aiuti ricevuti grazie a questo convinto affidamento.
Rileggendo la nostra storia ed i moltissimi eventi accaduti, il bene che siamo riusciti ad organizzare, i bambini che abbiamo aiutato a nascere e a crescere, ( più di mille famiglie aiutate concretamente con tutto quello che serve per allevare un figlio ) la mia soddisfazione aumenta sempre di più.
La soddisfazione è grande anche per aver conosciuto e collaborato con diverse volontarie e volontari 78 persone stupende, che si sono impegnati in questi 30 anni per fare del bene mettendo a disposizione tempo ed energie.
La nostra associazione di volontariato attualmente è ben impostata e riconosciuta nell' ambito cittadino e provinciale, ha tutte le carte in regola per continuare ad operare bene ancora per altri 30 anni almeno, ed anche per questo motivo sono molto soddisfatto.
Cosa auguro all' associazione per il futuro ?
Mi auguro che il C.A.V. possa avere nei prossimi anni un consiglio di amministrazione più giovane e altrettanto motivato come lo furono i primi soci fondatori 30 anni fa.
Dunque anche una nuova presidenza e una nuova segreteria, che io mi impegno ad accompagnare fino a quando sarà utile e necessario. Comunque, finché potrò,  rimarrò sempre iscritto al C.A.V. anche solo come semplice volontario, per mantenerne la memoria storica e custodirne le radici!.
Attualmente tra le persone iscritte non sono emerse disponibilità per votare una nuova presidenza e una nuova segreteria, pertanto presumibilmente sarà fra i prossimi iscritti che potranno emergere queste nuove e importanti figure di riferimento.
Auguro all' associazione che possa avvalersi della generosità e collaborazione di queste persone al più presto, affinché con passione e umiltà, possano dirigere responsabilmente e mantenere viva l' attività caritativa del C.A.V. per altri 30 anni ancora.
Coraggio futura e/o futuro nuovo presidente del C.A.V., è il momento di considerare la possibilità di metterti a disposizione di tanti bambini e mamme in difficoltà e di guadagnarTi la stima e la fiducia di tutte le volontarie e i volontari del C.A.V.!
Grazie per l'attenzione.
I miei più cari saluti.
L' attuale volontario-presidente Luigi Ermano
 
@Riproduzione Riservata del 14 giugno 2018

"Spero che san Francesco sia contento ..."

 ALESSANDRIA, 2 GIU - Sono state consegnate oggi pomeriggio ad Alessandria le medaglie d'Onore concesse dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella agli ex deportati e internati nei lager nazisti Paolo Carbone e Silvio Lavaselli quelle di bronzo al merito civile ad Alessandro Segato e Gianluca Deambrogi. Tra i neo commendatori il vescovo di Tortona Vittorio Francesco Viola. "Un evento straordinario - ha commentato il prefetto Romilda Tafuri - E' la prima volta in provincia, e tra le poche in Italia, che questa onorificenza è conferita a una figura così carismatica che ci avvicina al Cantico delle Creature". "Se mi lasciate quel foglio - ha scherzato il monsignore che appartiene all'Ordine dei Cappuccini, riferendosi alla motivazione - cercherò di fare tutto quello che è stato letto e non ho ancora realizzato. Mi sento inadeguato a ricevere questo titolo. Per san Francesco quello più importante era 'frate': spero sia contento di avere un fratello commendatore".
da www.ansa.it
@Riproduzione Riservata del 02 giugno 2018

CAV Voghera

L'Associazione Vogherese di volontariato, che aiuta gratuitamente la donna in difficoltà ad accogliere la vita, superando le difficoltà.

Donazioni

Se vuoi fare una donazione questo è il nostro IBAN:
IT91 X030 6909 6061 0000 0066 901 c/o Intesa Sanpaolo Milano

Sostienici con il 5 per mille

L'Associazione Vogherese di volontariato, che aiuta gratuitamente la donna in difficoltà ad accogliere la vita, superando le difficoltà.
Top