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ASSUNTA IN ATTESA DI UN BIMBO, DOVREBBE ESSERE LA NORMA

di Don Antonio Mazzi

da www.exodus.it

@Riproduzione Riservata del 03 febbraio 2020

Ci sono gesti che tutti chiamerebbero normali e per i quali non c’è bisogno di dire e di fare commenti e riflessioni degne di cronaca. Invece, in questo paese meraviglioso per un verso e di piccola cervice per un altro, stanno diventando “storia” proprio azioni che per decenni avevano fatto parte delle più normali delle normalità.

Eccone una: un signore di Pisa, Davide Zaccaria, amministratore unico della Cridav Italia, azienda che si occupa di impianti di riscaldamento, ha come in tutte le aziende degli operai, delle impiegate, delle segretarie eccetera. Tutti questi dipendenti spero che lavorino non solo per produrre ma anche per socializzare e per dare significato alle giornate, cariche di vicende, belle, brutte, dolorose, strane e spesso sfortunate ed incerte. Tali dipendenti possono venire assunti, secondo le norme sindacali, in vari modi. Ad esempio, nella azienda di Davide, la signora Selene Vella, era stata assunta come segretaria con un contratto a tempo determinato, da alcuni mesi. Ma quasi alla vigilia del passaggio da tempo determinato e part-time all’assunzione definitiva, si accorge di essere incinta.

La correttezza e la coscienza della signora Selene, l’ha portata subito a chiarire la nuova situazione all’amministrazione, prima di ricevere un eventuale rinnovo. Davide la ascolta e poi, senza lasciare spazio al dubbio, come tutto fosse normale, la assume. Racconto volentieri la risposta di Davide, meravigliato per l’interesse esagerato suscitato dalla vicenda: “Per me è stata la cosa più naturale del mondo. La ragazza era molto nervosa, come è normale, era preoccupata... Ho sorriso, e gli ho fatto gli auguri. Dopo qualche giorno l’ho convocata io con la lettera di assunzione in mano, le ho ripetuto di godersi la sua maternità e la sua famiglia e che noi l’aspettavamo. Intanto, prendevamo in sua sostituzione, a tempo determinato, un’altra persona”.

Ho riportato per intero la risposta data a Repubblica. Perché c’è anche questa Italia, quella vera, quella che non risalta sui mass media. Permettimi di pensare che imprenditori così siano molto più numerosi e accoglienti di quanto certi orientamenti politici ci fanno intendere.

 

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