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«ABBIAMO VOGLIA DI NORMALITÀ, DI TORNARE AD ABBRACCIARCI»

di don Antonio Rizzolo
da www.famigliacristiana.it
@Riproduzione Riservata del 24 dicembre 2020

Una lettrice ci scrive: «Gesù, abbiamo voglia di normalità: vogliamo guardarci in faccia, stringerci la mano, darci una pacca sulla spalla. Comprendo che, se non intervieni Tu, qui non ne usciamo più». Ecco la risposta del nostro direttore, don Antonio Rizzolo.-

Abbiamo bisogno di Te, Signore! In chiesa, prima della Messa domenicale, in tempo di pandemia. Eccoci qua: tutti mascherati, tutti distanziati, tutti igienizzati, al freddo. Gesù, Tu che ci guardi dalla croce, è questo il modo in cui ci vuoi a Messa? Ma ci riconosci con tutte queste mascherine? Eppure, se penso ai tanti nonni che nelle case di riposo non possono vedere i loro cari... se penso alle persone che stanno morendo in ospedale da sole... capisco che non è niente tenersi una mascherina. Gesù, abbiamo voglia di normalità: vogliamo guardarci in faccia, stringerci la mano, darci una pacca sulla spalla. Comprendo che, se non intervieni Tu, qui non ne usciamo più. Aiutaci Tu! Prega Tuo Padre, nostro Padre, che ponga fine a questa pandemia.
Teresa Coffele
Risponde don Antonio Rizzolo
Grazie per questa preghiera sentita, che viene dal cuore. Preghiamo il Signore perché ci dia la forza per affrontare questo momento difficile e perché ciascuno di noi faccia la propria parte per evitare i contagi. E medici e scienziati possano trovare cure efficaci. In fondo, Dio ci ha dato i mezzi per far fronte anche alla pandemia: l’intelligenza, la capacità di compassione e di solidarietà.
Aggiungo due brevi riflessioni: Dio ci riconosce anche con la mascherina; infatti, come leggiamo nella Bibbia, «l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (1Sam 16,7). Anzi, come ha scritto il teologo Pino Lorizio, la mascherina e i prodotti igienizzanti sono «i segni della passione che stiamo vivendo» e ci avvicinano a Cristo crocifisso. Oltre alla morte di tanti fratelli, alla sofferenza di chi ha affrontato la malattia, non dimentichiamoci dei nonni in casa di riposo, di chi è solo in ospedale. Sosteniamoli come possiamo, anche “solo” con la preghiera. Ricordandoci in particolare di chi può stare loro accanto: medici, infermieri, operatori sanitari e volontari. Quando torneremo ad abbracciarci sarà un momento di gioia e di festa, tanto più se fin d’ora abbiamo alimentato il desiderio di incontrarci e abbiamo fatto crescere l’amore reciproco.

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