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11° fiocco (rosa) per casa Pianarosa

di Patrizia Carollo
A neanche un mese dalla nascita della loro ultima, Giuditta, abbiamo intervistato mamma Claudia e papà Diego, pronti a ripartire se è Dio a volerlo.-

È arrivato un nuovo fiocco (rosa) a casa Pianarosa, per mamma Claudia (38 anni) e papà Diego (41), che sposati da 17 anni vivono in Valle Intelvi, un piccolo borgo di 3.513 anime tra il lago di Como e la Svizzera. Claudia dovrebbe essere sfinita dal parto (Giuditta, nata il 27 febbraio, è la sua quarta femmina, undicesima di 10 fratelli, 7 maschi e 3 femmine, dai 2 ai 16 anni) ed è invece in gran forma. Ci si divide fra pareri contrastanti. Da un lato i pro-famiglie numerose, dall’altro coloro che, non comprendendo questo stile di vita, si spaventano. Volendo mediare fra le parti, abbiamo voluto dare la parola direttamente a loro, ai coniugi Pianarosa.

Diego tu sei un consulente informatico? Claudia, tu casalinga?

Diego: Sì, sono un consulente informatico, lavoro a Cernobbio, a circa 30 km da casa e viaggio molto per lavoro in tutta Italia.

Claudia: Sì, sono casalinga, quando mi sono sposata stavo finendo l’università, ho studiato Biologia, poi sono arrivati subito i figli e in comunione con mio marito abbiamo deciso che avrei fatto la mamma a tempo pieno.

Che studi avete fatto?

Diego: Io sono perito elettrotecnico, professione che di fatto non ho mai praticato, perché la mia vera passione è sempre stata l’informatica e oggi sono soddisfatto del lavoro che faccio.

Claudia: Io ho terminato il liceo scientifico e poi mi sono iscritta alla facoltà di Biologia.

Come vi siete conosciuti, innamorati, sposati? Provenite da famiglie numerose?

Claudia: Ci siamo conosciuti frequentando le stesse compagnie, ci siamo frequentati per un anno e poi ci siamo fidanzati e dopo un altro anno ci siamo sposati. Io vengo da una famiglia numerosa, sono la prima di 7 figli.

Diego: Io ho solo un altro fratello più giovane.

 

Giuditta è l’undicesima di 10 fratelli. Immaginiamo sarete felicissimi, eppure il desiderio di continuare a divenire papà e mamma non vi abbandona.

Diego: Si, siamo molto felici della famiglia che abbiamo anche se la frase «non ci fermeremo qui» riportata su tutti i giornali non l’abbiamo mai pronunciata. Non abbiamo mai fatto progetti riguardo il numero dei figli e non li facciamo nemmeno oggi.

 

Come si svolgono le vostre giornate? Siete aiutati da amici, parenti, parrocchia?

Claudia: Le giornate sono ovviamente molto piene, io accompagno solo Gioele ed Elia che vanno all’asilo, gli altri vanno a scuola con i mezzi pubblici e il pulmino comunale. Alcuni fanno degli sport e spesso dobbiamo organizzarci per portarli o riprenderli; a volte riescono ad organizzarsi con gli amici o qualche altra mamma che si rende disponibile. I nonni sono ancora presenti e sono un grande aiuto pratico.

Coi lavori domestici, come fate? Ognuno ha ruoli definiti?

Diego: Ci organizziamo, ognuno ha un compito a rotazione che può essere apparecchiare, sparecchiare, mettere in lavastoviglie, riordinare le camere etc.

Frequentate dei gruppi di famiglia o fate parte di qualche associazione?

Diego: No.

Non temete mai malattie, morte, la vecchiaia? Come pensate il futuro dei vostri ragazzi, se uno dei due venisse a mancare?

Diego: Se avessi dovuto pensare a qualche malattia o disgrazia, non avrei fatto nemmeno un figlio. Non significa che non ci pensiamo ma siamo certi che il Signore provvederà a loro come ha fatto con noi!

Pensate mai che un domani ognuno di loro dovrà, comunque, trovare la sua strada, il suo lavoro, farsi una casa e non è semplice? Sono dilemmi che vengono solo a chi ha meno figli? Magari riuscite a darci delle dritte….

Claudia: Io sono la prima di 7 e non mi è mai mancato nulla, anzi, ho fatto molte più cose di amici provenienti da famiglie meno numerose. Forse in una famiglia numerosa c’è qualche sacrificio in più da fare, ma chi dice che questo sia un male? In una società che ci abitua ad avere tutto, ricevere qualche “no” non è di sicuro un male.

Claudia, senti mai il bisogno di un attimo per te? Come fai a restare così serena?

Claudia: Credo di non avere nessun segreto, riesco a ritagliarmi i miei spazi, non sempre ovviamente, se devo andare dalla parrucchiera o dall’estetista mi organizzo e faccio in modo di trovare il tempo per farlo. La stessa cosa vale se devo fare una passeggiata con un’amica. Non so da dove viene questa serenità, ovviamente anche io ho le mie preoccupazioni ma avendo tanto da fare forse ho meno tempo per farmi prendere dai problemi, ho imparato ad affrontarli man mano che si presentano.

Diego: riesci a praticare degli sport, coltivare degli hobbies? Sei anche tu un super papà?

Diego: Sono un papà normale, lavoro e aiuto mia moglie dove posso, mi piace molto cucinare e sono appassionato di fotografia e di montagna e, quando riesco, ne approfitto per unire le due passioni portando la famiglia a fare qualche passeggiata.

Riuscite a dedicarvi una sera, un pomeriggio, un cinema, una cena solo per voi due?

Diego: Sì, riusciamo, quando sentiamo la “necessità” chiamiamo la babysitter e ci prendiamo una sera solo per noi. Inoltre, una o due volte l’anno ci concediamo un week-end da soli o con amici, tassativamente senza “prole”.

Essere due coniugi, dentro un matrimonio fecondo, è ciò che, alla fine, comunque più desiderate? O credete sia importante dedicarsi anche al mondo fuori, alla società, ai più deboli… Fate del volontariato?

Diego: Entrambi abbiamo fatto volontariato prima di sposarci, io in Croce rossa e Claudia con il Mato Grosso, ora sinceramente il tempo a disposizione è quello che è e lo dedichiamo alla famiglia!

I vostri figli come riescono a trovare il “loro” spazio (mentale, e fisico) nel quale costruire la propria speciale identità, fra tante voci e fratellini?

Claudia: Ognuno a suo modo, dipende molto anche dall’età, i più piccoli ovviamente pensano solo a giocare mentre i più grandi iniziano ad avere i loro interessi che riescono comunque a coltivare.

Siete credenti, praticanti?

Diego: Sì, siamo credenti praticanti.

Cosa rappresenta un figlio per voi?

Diego: Una famiglia numerosa è per me, semplicemente, una grazia, sicuramente impegnativa da gestire ma anche fonte di grandi gioie.

Che messaggio pensate vi abbia dato il Padre da offrire?

Diego: L’unico messaggio che possiamo dare è quello che noi stessi abbiamo ricevuto, ovvero che il Signore provvede alle nostre vite. Anche con fatti concreti, nella nostra vita abbiamo sperimentato tanta provvidenza! E oggi possiamo dire che Dio ci dà veramente il centuplo!

da www.cittànuova.it
@Riproduzione Riservata del 16 marzo 2019

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