SE LE PAROLE IN-SEGNANO

di Don Antonio Mazzi

da www.exodus.it

@Riproduzione Riservata del 12 luglio 2019

 

La 3° media di via Graf, quella mattina è scesa in palestra: non sapevano che avrebbero giocato.
I ragazzi ridono mentre giocano.
Quelle strane proposte li fanno ridere e sorridere.
Ma li mettono anche un po’ alla prova.
E alla fine di quell’ora scarsa, c’è bisogno un attimo di parlare e confrontarsi.

I ragazzi hanno tanto da darci se gliene diamo occasione e se siamo capaci di ascoltarli:

“I lividi passano, ma le parole restano” dice G.
La sua è la classe considerata come “la peggiore della scuola”.
Le parole restano. Soprattutto quelle dette dagli adulti ai bambini e ai ragazzi…
E noi Vi scriviamo proprio per questo, perché le parole restano.
Perché sapete, le parole sono capaci di lasciare una traccia.
Le parole in-segnano, lasciano un segno dentro.
“Ferisce più la lingua che la spada”… Già.
E così sono, probabilmente, questi ragazzi: già probabilmente feriti dalla vita.
Feriti, e così pieni di lividi…
E c’è, dunque, la necessità di dare loro l’occasione di guarire e di lasciare un segno positivo da parte di questa vita.
C’è bisogno di ascoltarli.
Di lasciare che possano esprimere il loro disagio e malessere.
C’è bisogno di accoglierli. Di stupirli. Di spiazzarli.
Di mostrare loro che la bellezza, la cortesia, la gentilezza, il rispetto, esistono davvero.
Che non sono solo “parole”.
Le parole restano… Noi le abbiamo messe nero su bianco.

Perché a noi quest’anno è rimasto molto:
ci sono rimasti gli “Auguri”,
gli inviti a mangiare una crepe insieme…
la capacità di rispettare le regole, anche grazie ad una bicicletta.

Ma soprattutto ci è rimasta la vostra felicità e i vostri sorrisi. “Minchia che ridere!” ha detto per esempio una mattina M.
Se dunque, anche solo qualche volta, siamo riusciti a farvi uscire dalla palestra con quell’umore, allora non conta chi ha vinto a palla tabellone o a calcio, perché se siete felici e sorridete, allora abbiamo vinto tutti!

Ci sono rimasti quei “Grazie”, a volte timidi, e un po’ sorpresi, di chi ha la faccia, gli abiti e il “fare” da delinquentello di periferia, ma spaventato da quel mondo che prova ad imitare per sopravvivere.
Perché nessuno di voi è un delinquente… 
Ma è possibile che lo diventiate davvero se qualcuno non vi dirà che non lo siete.
Bene: “Non siete delinquenti!” “Nessuno di voi lo è!”
Siete solo dei “ragazzi”, dei ragazzi a cui noi vorremmo fare i nostri complimenti, perché dopo solo qualche incontro, siamo passati dal far giocare solo 6-7 di voi, a farvi giocare tutti. E a farvi giocare in Squadra. E poi pian piano anche in autonomia. Da soli. Perché siete grandi. Non avete bisogno di un arbitro che vi dica cosa fare o meno.
Siete grandi e potete pensare con la vostra testa e il vostro cuore.

Questo che avete fatto con noi è solo un piccolo passo, ma un passo importante per voi. E per questo vogliamo dirvi “Bravi!”, “Bravi, Bravi! Siamo sulla buona strada…” e adesso potete anche stupirvi!
Perché si, è vero, noi quest’anno abbiamo trovato dei ragazzi irruenti, volgari, testoni…
ma anche dei ragazzi combattivi quanto fragili
; dei ragazzi vogliosi di giocare, di imparare, di impegnarsi, di migliorare, ma soprattutto di vivere e di divertirsi.
Abbiamo conosciuto dei ragazzi che hanno voglia di stare bene e di godere della vita…
E allora godetevela, godetevela così come abbiamo goduto spesso in questo lungo anno insieme…
Siate felici. La vita è una sola: vivetela intensamente.
Vivetela inseguendo i vostri sogni! E non importa se i vostri sogni sono grandi o piccoli: l’importante è non smettere mai di sognare, di inseguire quei sogni e fare tutto quanto è possibile per realizzarli!

Prima di salutarvi, noi crediamo veramente, come afferma un grande maestro che “un’ora di lezione può salvare una vita”. E per questo, anche se solo per un’ora alla settimana, siamo venuti a fare “lezione” insieme a voi. La nostra lezione è sempre stata un’ora di gioco, e non abbiamo la presunzione di aver salvato nessuna vita, ma pensiamo davvero di essere riusciti a seminare qualcosa in ognuno di voi, un piccolo seme che, chissà, magari crescerà e vi permetterà di salvarvi, di inseguire i vostri e di raggiungerli…
Noi, ce lo auguriamo dal più profondo del cuore.

Con affetto,
Luca e Alessandra

***
Luca e Alessandra sono due degli Educatori della ASD Polisportiva Rugbio, che hanno lavorato in questo anno scolastico con i ragazzi della 3° media dell’Istituto Comprensivo “Trilussa-Graf”.
Insieme a Makers Hub sono partners del Polo Exodus di Quarto Oggiaro (MI) per il Progetto “Donmilani2: Ragazzi Fuoriserie”, selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il Contrasto della povertà educativa minorile

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