Roma. «Non uccidete il futuro». In marcia per la vita pensando anche ad Alfie e Lambert

Redazione Internet

19 maggio 2018

Oggi nella capitale si è tenuta l’ottava edizione italiana in difesa di chi ancora non è nato e dei più deboli. 

«Non uccidete il futuro», «La vita inizia col concepimento», «Ogni aborto è un bambino morto»: sono alcuni degli striscioni e dei cartelli innalzati questo pomeriggio per le vie di Roma dai partecipanti alla Marcia per la Vita, giunta alla sua ottava edizione italiana, che si è svolta oggi pomeriggio a Roma.

Quest’anno i temi principali del più importante appuntamento nazionale dei Movimenti Pro-Life sono i 40 anni dell’introduzione in Italia dell’aborto legale (22 maggio 1978), ma anche le vicende emblematiche del piccolo Alfie Evans e del tetraplegico francese Vincent Lambert. La madre di quest’ultimo – il quale rischia di morire di fame e di sete in seguito alla decisione dei medici di interrompere alimentazione e idratazione – è giunta a Roma per dare la sua testimonianza a fine corteo.

«La Marcia per la Vita vuole essere la sintesi delle tante manifestazioni che durante l’anno si svolgono per ribadire l’importanza della difesa della vita umana – hanno spiegato gli organizzatori, tra cui la presidente Virginia Coda Nunziante -. Con la Marcia per la Vita si vuole affermare la sacralità di questa vita e la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso».

Anche quest’anno numerose le adesioni: oltre 100 dirigenti pro-life di tutto il mondo riuniti per il Rome Life Forum che si svolgerà all’Angelicum il 17-18 maggio, alla vigilia della Marcia, provenienti dall’Europa, America del Nord, America del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Le associazioni e i gruppi sfilano con i propri simboli e slogan, dietro lo striscione d’apertura «Marcia Nazionale per la Vita».

«La Marcia per la Vita non ammette la presenza di simboli o slogan di partito – ha dichiarato Coda Nunziante – ma incoraggia la presenza di parlamentari ed esponenti politici, augurandosi che essi possano rappresentare nelle sedi politiche, a cominciare dal Parlamento italiano, i valori non negoziabili di difesa della famiglia e della vita umana dal concepimento alla morte naturale».

da www.avvenire.it

@Riproduzione Riservata del 19 maggio 2018

 

 

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