MA I BAMBINI DI OGGI SONO DAVVERO TUTTI IPERATTIVI?

di Chiara Callegari

da www.mamme.it

@Riproduzione Riservata del 16 ottobre 2020

 

Sempre più genitori corrono dagli specialisti, magari consigliati dagli insegnanti o dai loro pediatri di famiglia, perché temono che il figlio possa essere affetto da una qualche forma di deficit cognitivo.

bambini-iperattivi

Bambini nervosi, irrequieti, che faticano a stare fermi, specialmente in determinati contesti e vengono quindi etichettati come iperattivi.

Ma davvero ci sono così tanti bambini affetti da deficit cognitivo? O ci sono semplicemente dei bambini vivaci?

Bambini più vivaci perché più stimolati

Una frase che si sente ripetere molto spesso è “Noi da piccoli non eravamo così” agitati, scalmanati, entusiasti … Bè, probabilmente è vero!

I bambini di oggi sono figli di quest’epoca: nativi digitali, che fin dalla nascita ricevono molti più stimoli rispetto ai bimbi del passato, e questo li porta a sviluppare la capacità di essere multitasking, cioè compiere più azioni contemporaneamente, ma li rende anche meno capaci di approfondire i singoli stimoli.

Questa irrequietezza, comune a tutti i bambini, rende quindi più difficile distinguere chi è effettivamente affetto da un deficit cognitivo da chi, invece, è solamente vivace.

La mancanza di autonomia peggiora le cose

Per migliorare la situazione, non occorre diminuire il numero di stimoli che il bambino riceve, ma renderlo più autonomo, più capace di reagire ad essi senza venirne schiacciato.

Anche gli insegnanti, nelle scuole, lamentano l’incapacità dei propri alunni a stare fermi e zitti durante le lezioni. Questo perché non si abituano più i bambini ad essere autonomi, ma si tende a renderli sempre più dipendenti dai genitori.

Mentre si dovrebbe fare di più per aiutare i bambini che hanno un deficit cognitivo, l’iperattività dei bambini non affetti da deficit cognitivi si potrebbe risolvere infondendo loro maggiore autonomia già da piccoli.

La paura dei bambini

Le nuove tendenze “child free”che vogliono i bambini fuori da alcuni luoghi pubblici, sono lo specchio di come la nostra società vede i bambini: piccole persone maleducate che non sono adatte a stare insieme agli altri.

E se, invece, il problema fosse proprio la società? Se invece di criticare i bambini e i loro genitori “perché non gli insegnano niente”, ci si impegnasse tutti per trovare gli strumenti adatti ad insegnare ai bambini come vivere in questa realtà?

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