L’importanza del diario segreto in preadolescenza e adolescenza. Nonostante i social.

di Angela Bisceglia

Nell’epoca in cui tutto è condiviso, tutto è social, tutto è popolare, il vecchio caro diario segreto che noi adolescenti ‘ai nostri tempi’ tanto amavamo, ha ancora un valore?
La risposta della psicologa e psicoterapeuta Simona Trotta è sì. Vediamo perché.-

Avere un diario segreto è un segno che la bambina sta diventando ragazza
Il diario rappresenta il segno che la ragazzina sta diventando grande e desidera mettere per iscritto qualcosa che gli altri non devono sapere. Nemmeno i genitori, che fino a pochi mesi fa erano gli interlocutori primari, ai quali raccontare tutto nei minimi particolari e negli aspetti più reconditi. “Un bambino ci tiene a far sapere tutto al genitore, perché tutto ha un senso solo se la mamma o il papà lo vedono” spiega Simona Trotta; “l’adolescente al contrario teme che rendere partecipi i genitori di certi vissuti possa quasi sminuirne il valore. Tenere un segreto tutto per sé porta un ragazzo a sentirsi più grande e lo aiuta a concepirsi come individuo, diverso e dotato di pensiero autonomo rispetto agli adulti. Scrivere un diario è un incontro con la propria intimità, dal quale gli altri devono restare fuori”.

Un fenomeno al femminile
Scrivere un diario segreto è un atto che riguarda quasi esclusivamente le femmine, che con la pubertà avvertono il desiderio di esplorare i propri vissuti interiori, al contrario dei maschi, per i quali conta maggiormente l’esplorazione del ‘fuori da sé’.  

Scrivere un diario stimola la riflessione e l’introspezione…

Il diario è l’amico che ti ascolta senza parlare, è un compagno di viaggio nel percorso della crescita, che aiuta ad analizzare le esperienze che si stanno vivendo, raccontarle dal proprio punto di vista senza il timore di essere interrotti o giudicati, come tante volte fanno mamma e papà. O di annoiare, perché convinti che agli altri certe riflessioni non interessino più di tanto.

… e consente di sfogarsi senza ‘far danni’

Un diario può anche avere la funzione di proteggere da situazioni dolorose o evitare che certi impulsi o trasgressioni ‘pensati’ possano essere messi in atto, perché già il solo fatto di averli scritti su un foglio è servito come valvola di sfogo. Si pensi alla rabbia che può scatenare un litigio con un’amica o un’ingiustizia subita in classe o in altro contesto di gruppo, alla quale verrebbe da reagire con chissà quale violenza verbale o fisica.

 

Sviluppa creatività nella scrittura
Nella generazione che riassume impulsivamente tutto in un post, digitato con abbreviazioni e modalità quasi stenografiche (e spesso pieno zeppo di errori di ortografia!), scrivere un diario è un’occasione per riflettere prima di posare la penna sulla carta, esercitarsi a scrivere in modo corretto e sviluppare un proprio stile di scrittura, creativo e originale.

Che cosa c’è scritto di tanto segreto nel diario di una ragazza?
“Sono tante le riflessioni che possono popolare le pagine di un diario” risponde la psicologa: “le esperienze più significative che capitano durante la giornata, ma soprattutto quelle che spingono a porsi delle domande che riguardano se stessa o il rapporto con gli altri, in un’età in cui non è sempre facile sentirsi accettata dagli altri; i cambiamenti del corpo sessuato e le fantasie collegate, le eccitazioni e le idee trasgressive; i dubbi sulla propria identità sessuale; i primi amori, che si spera siano ricambiati (e ci si arrovella su come fare affinché siano ricambiati!) e tutti i pensieri che le tempeste ormonali di questi anni possono suscitare. Molte ragazze scrivono anche poesie”.

Perché scrivere certe riflessioni e non limitarsi a pensarle
Perché scrivere è come mettere i propri pensieri in un contenitore, dove andarli a riguardare e rileggere ogni volta che si vorrà tornare con la memoria a certe esperienze o rivivere certe emozioni, come un bel libro o un bel film che anche a distanza di tempo si desidera rivedere. “Nel momento in cui scrivono, le ragazze sanno che stanno nascondendo i loro pensieri in uno scrigno, che anche a distanza di anni potranno tornare ad aprire per rievocare quel periodo magico e a volte burrascoso che è stata l’adolescenza” osserva Simona Trotta. “Sapere che le proprie emozioni sono state racchiuse in un oggetto materiale ha anche una funzione rassicurante e liberatoria, perché serve a buttar fuori e non tenersi dentro qualcosa di forte e dirompente, come sono certi eventi o pensieri di questa delicata fase della vita”. 

Leggerlo o non leggerlo?
Sbirciare o no nel diario della propria figlia? “No” risponde la psicologa. “Perché verrebbe meno il rapporto di chiarezza e lealtà tra mamma e figlia; perché la relazione con la figlia ne sarebbe inevitabilmente condizionata; perché la mamma potrebbe stupirsi, scandalizzarsi o spaventarsi per alcune riflessioni che vi legge – a volte dettate solo da una reazione estemporanea – ed assumere un atteggiamento diverso, anche sprezzante, nei confronti della ragazza. Con il risultato che la figlia, di fronte ad un tale comportamento materno, potrebbe sentirsi ancor meno compresa e diventare ancor più chiusa nei suoi confronti.
Se il nostro timore di genitori è quello che possano esserci eventi che turbano la serenità dei nostri figli, ci sono altri modi per verificarlo: occorre mettersi in ascolto, essere attente ed empatiche, mostrarsi disponibili al confronto, con frasi come ‘ti vedo triste, c’è qualcosa che non va? Se hai voglia di parlarne io sono qua’.
E saper aspettare: se la ragazza non si sente braccata o giudicata, arriverà il momento in cui vorrà confidarsi con la mamma. Di sua spontanea volontà e senza bisogno di che si entri di prepotenza  nella sua sfera emotiva”.

da www.nostrofiglio.it

@Riproduzione del 11 dicembre 2018

 

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