Il Papa: «Il lavoro è il problema del post Covid, i politici siano solidali e creativi per aiutare le famiglie»

di Ester Palma

da www.corriere.it

@Riproduzione Riservata del 02 agosto 2020

Francesco ha invitato a cercare misure per rilanciare l’occupazione: «Senza, la società non va avanti». E ha ricordato commosso l’attentato alla Cattedrale di Managua: «Danneggiata l’immagine di Cristo che i nicaraguensi pregano da secoli».-

Il Papa: «Il lavoro è il problema del post Covid, i politici siano solidali e creativi per aiutare le famiglie»

«Con l’impegno convergente di tutti i responsabili politici ed economici, si rilanci il lavoro: senza lavoro le famiglie e la società non possono andare avanti. Il lavoro è e sarà un problema della post-pandemia e ci vuole tanta solidarietà e tanta creatività per risolverlo». Subito dopo la consueta recita dell’Angelus in piazza San Pietro, Francesco chiede ai politici di impegnarsi per rilanciare il lavoro.

Perché comunque, come aveva detto poco prima,«La logica del cristiano deve essere quella di farsi carico dell’altro, di non lavarsene le mani, di non girarsi dall’altra parte. Il “s’arrangino” non entra nel vocabolario cristiano». E sempre su questo tema ha aggiunto: ««La compassione, la tenerezza che Gesù ha mostrato nei confronti delle folle non è sentimentalismo, ma la manifestazione concreta dell’amore che si fa carico delle necessità delle persone. Siamo chiamati ad accostarci alla mensa eucaristica con questi stessi atteggiamenti di Gesù: compassione dei bisogni altrui, fiducia nell’amore provvidente del Padre e coraggiosa condivisione», ha aggiunto il Papa, che ha concluso: «Auguro comunque che in questo periodo molti possano vivere qualche giorno di riposo e di contatto con la natura, in cui ricaricare anche la dimensione spirituale».

Francesco ha anche citato dopo l’Angelus anche l’attentato alla Cattedrale di Managua dei giorni scorsi: «Penso del popolo del Nicaragua che soffre per l’attentato dove è stata molto danneggiata, quasi distrutta, l’immagine tanto venerata di Cristo che ha accompagnato e sostenuto durante i secoli la vita del popolo fedele. Cari fratelli nicaraguensi – ha aggiunto commosso – vi sono vicino e prego per voi».

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