Fase 2, scatta la ‘sindrome della capanna’: perché si ha paura di tornare alla normalità

di Redazione

da www.today.it

@Riproduzione Riservata del 08 maggio 2020

 

Fase 2, scatta la ‘sindrome della capanna’: perché si ha paura di tornare alla normalità
„Secondo la Società italiana Psichiatria oltre 1 milione di italiani fa fatica ad uscire di casa dopo due mesi di lockdown“.-

La fase 2 dell’emergenza coronavirus sta riportando lentamente gli italiani ad una normalità che per molti si rivela fonte di ansia e frustrazione. Secondo le stime della Società italiana di psichiatria (Sip), sono oltre un milione gli italiani colpiti dalla ‘sindrome della capanna’ che, in individui predisposti, aumenta il rischio di sviluppare psicopatologie e disturbi dell’adattamento.

Stiamo percependo un numero enorme di persone in difficoltà per la paura di affrontare la vita precedente, uscire di nuovo e lasciare la casa che è diventata un rifugio che li ha protetti e tenuti al sicuro dal coronavirus, spiegano Massimo di Giannantonio ed Enrico Zanalda, presidenti Sip: Dopo due mesi di quarantena una quota consistente di popolazione che prima non aveva disturbi, vive l’agognata possibilità di un ritorno alla parvenza di normalità con l’ansia di riprendere i ritmi precedenti e la paura di non adattarsi ai nuovi.

È in realtà una reazione del tutto normale e comune anche per le persone più equilibrate psichicamente, conseguente all’eccezionalità della situazione, come già avvenuto dopo il crollo delle Torri Gemelle, precisano di Giannantonio e Zanalda: Ma se il disagio si protrae per più di tre settimane ed è acuito dall’incertezza verso il futuro, dalla preoccupazione per la situazione economica e per la precarietà del lavoro, in un caso su tre aumenta il rischio di sviluppare nel tempo veri e propri disturbi mentali, come la depressione maggiore, gli attacchi di panico e disturbi dell’adattamento.

È importante dunque affrontare le proprie paure e, se necessario, rivolgersi allo specialista se ansia, frustrazione, insonnia e irascibilità non sono temporanee. Si tratta di disturbi noti per i quali esistono trattamenti concreti e di comprovata efficacia che possono migliorare la qualità di vita, la forza di ripresa e la capacità di tornare a scommettere su sé stessi, concludono gli esperti.

 

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