Coronavirus. Ecco la mini-stretta del governo: no a sport all’aperto, “salvi” i negozi

di Vincenzo Spagnolo

da www.avvenire.it

@Riproduzione Riservata del 20 marzo 2020

L’ordinanza del ministro della Salute Speranza: stretta sullo sport e i giochi all’aperto, chiusura di parchi e giardini pubblici, divieto di raggiungere le seconde case nel weekend.-

Ecco la mini-stretta del governo: no a sport all'aperto, "salvi" i negozi

Una stretta sullo sport e i giochi all’aperto, la chiusura di tutti i parchi e i giardini pubblici, il divieto di raggiungere le seconde case nel weekend. Ecco la nuova stretta del governo per contenere il contagio da Coronavirus. I dati drammatici degli ultimi giorni e le fughe in avanti delle Regioni, nonché il pressing dei partiti, spingono il premier Giuseppe Conte a dare il via libera a un ulteriore giro di vite. Sono misure pensate per evitare “fughe all’aperto” nel weekend. Arrivano non con un nuovo dpcm ma con un’ordinanza, firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Si annunciava un giro di vite ancora più duro, ma l’esecutivo sceglie di lasciare aperti i supermercati e non limitare ulteriormente l’attività degli uffici, in attesa delle nuove decisioni che dovranno essere prese la prossima settimana. Il 25 marzo scade infatti il decreto del presidente del Consiglio che aveva imposto il giro di vite più pesante: arriverà una proroga, anche oltre il 3 aprile. Sulla durata e l’entità delle misure si deciderà nei prossimi giorni in base ai nuovi dati sul contagio.

Non è escluso un decreto con le “sanzioni più efficaci” invocate dal capo della Polizia Franco Gabrielli e magari per autorizzare controlli attraverso gli spostamenti dei cellulari.

PARCHI E GIARDINI – È vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici. La misura adottata già nelle grandi città, vale per tutta Italia.

PASSEGGIATE E CORSA – Troppe persone a spasso: arriva perciò il divieto di svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto. Resta consentito fare, purché da soli, attività motoria nei pressi dei casa, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona.

BAR DI STAZIONI E AUTOGRILL – Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento di benzina. Possono restare aperti gli autogrill lungo le autostrade ma vendendo solo prodotti da asporto. Restano aperti i bar di ospedali e aeroporti, con obbligo di assicurare il rispetto della distanza di almeno un metro.

STOP ALL’ESODO NEL WEEKEND – Per frenare i rischi di esodo nel weekend verso case vacanza e seconde case, il governo dispone dal venerdì al lunedì il divieto di ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale.

SALTA LA STRETTA SU NEGOZI E UFFICI – Il nuovo giro di vite arriva dopo lunghe discussioni e una riflessione del premier, che voleva evitare di imporre nuove misure draconiane soprattutto se dall’effetto dubbio. Il ministro Roberto Speranza, il Pd e i Cinque stelle spingono per una stretta ancor più dura. Conte ascolta gli esperti e poi ne parla con i capi delegazione prima di dare il via all’ordinanza. Fino alla mattinata era in discussione la possibilità di chiudere o limitare gli orari dei supermercati nel weekend, almeno nei centri commerciali (nel fine settimana c’è già in Regioni come il Lazio la chiusura alle 15 e in Veneto la serrata totale).

Ma il premier nutre dubbi sull’efficacia della misura e una parte del governo è contraria: sarebbe “un errore”, per Matteo Renzi. E così il rischio di scatenare nuove corse ai rifornimenti e affollamento negli orari di punta, porta a scegliere di non imporre nuove limitazioni generalizzate. Stesso discorso per gli uffici e i negozi diversi dagli alimentari: il governo, nonostante il pressing delle Regioni, conferma le norme esistenti. E affida a Speranza un’ordinanza più soft del previsto. La prossima settimana, dalle scuole ai negozi, fino alle fabbriche, sarà il momento di nuove decisioni.

LA GIORNATA

Incalzato da governatori e sindaci di diverse regioni, che invocano una ulteriore stretta sugli spostamenti, il premier Giuseppe Conte continua a riflettere sulle decisioni da assumere. Il governo sta “valutando”, fanno sapere fonti di maggioranza, se varare nuove misure restrittive per limitare il contagio da coronavirus. Le Regioni chiedono al governo anche l’utilizzo dell’Esercito, come presidio per il rispetto delle regole. E i dati sulle denunce per chi effettua spostamenti non consentiti sono in crescita: ieri, fa sapere il Viminale, altri 9mila cittadini sono stati sanzionati, il numero più alto finora, per un totale di oltre 61mila denunce. Sento ancora di persone che praticano jogging, si riuniscono, escono da casa senza validi motivi. A tutti loro chiedo e chiediamo un ulteriore sacrificio e senso di rispetto. Questo è un momento critico se vogliamo abbattere la curva dei contagi”, avverte il ministro per i rapporti col Parlamento Federico D’Incà.

Il PRESSING DI GOVERNATORI E SINDACI

Le richieste più pressanti arrivano dalla Lombardia, che conta il maggior numero di contagiati e di vittime. Il governatore lombardo Attilio Fontana ne ha parlato ieri con Conte e stamani con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E continua a chiedere un “massiccio utilizzo dell’esercito come presidio, insieme alle forze dell’ordine per garantire il ferreo rispetto delle regole, a partire dalle corsette e dalle passeggiate”. La Giunta lombarda vorrebbe pure la chiusura degli “studi professionali e degli uffici pubblici, salvo per le attività indifferibili”, il “fermo dei cantieri” e “un’ulteriore limitazione della attività commerciali”. Un giro di vite viene invocato anche da altre Regioni, come il Veneto, mentre alcuni governatori hanno disposto proprie ordinanze restrittive. Anche molti sindaci stanno sollecitando l’adozione di provvedimenti più rigorosi.

Per il governatore Fontana i 114 militari disposti dalla Prefettura milanese sono ancora pochi: “Praticamente niente. Bisogna aggiungere almeno uno zero a quella cifra – afferma -. Abbiamo fatto il nostro consueto incontro con i sindaci e abbiamo deciso di predisporre un elenco delle richieste che siano compatibili con le nostre possibilità, con le nostre competenze, che avanzeremo al presidente del Consiglio. Se saranno disattese, prenderemo provvedimenti congiunti per limitare comunque attività che riteniamo incompatibili”.

IL CENTRODESTRA INCALZA L’ESECUTIVO
Le richieste di Fontana sono sostenute dall’opposizione di centrodestra. La Lega, il suo partito, le appoggia. E pure il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, chiede “sul piano del contrasto, misure più restrittive al governo, almeno per aree a rischio come la Lombardia”.

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