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CAV - Centro di Accoglienza alla Vita Vogherese ODV

Via Mentana n. 43
27058 Voghera (PV)
Tel: 349 4026282
email: cavvoghera@virgilio.it

di Eugenia Roccella
da www.avvenire.it
@Riproduzione Riservata del  05 marzo 2021
Con un Festival online sabato 27 marzo sarà lanciata da una rete di decine di associazioni laicali la proposta di indire per legge un appuntamento annuale per promuovere la natalità e genitorialità.-
Il manifesto del Festival in programma online il 27 marzo
In Italia le culle sono vuote, le famiglie con bambini sono sempre meno. Le coppie che hanno figli raramente vanno oltre il secondo; molto spesso si fermano al primo. Cinquant’anni fa io, che sono figlia unica, invidiavo le mie amiche, tutte con famiglie numerose, con fratelli e sorelle con cui confidarsi, litigare, condividere gioie e dolori piccoli e grandi; oggi la mia condizione è quella prevalente, e la rete di parentela è sempre più ristretta. Possiamo consolarci ricordando che è così in tutta Europa: Paesi che erano portati ad esempio per l’alta natalità sono scivolati miseramente sotto il cosiddetto tasso di sostituzione – i famosi 2,1 figli per donna – e avere un buon welfare a favore della famiglia, come la Francia, o un alto livello di benessere e di occupazione, come la Germania, non basta.
La pandemia, poi, aggrava la situazione: i primi dati a disposizione sembrano indicare un ulteriore, significativo calo delle nascite nel 2020. I problemi creati dall’inverno demografico sono stati ampiamente sviscerati da esperti, studiosi e divulgatori, ma i rimedi non sembrano a portata di mano. Spiegare che le pensioni sono a rischio, che gli anziani saranno destinati alla solitudine, che una società senza giovani si incarta e non è più in grado di innovare, serve solo a creare ansie, non certo a invertire la direzione.

Ma perché non nascono bambini? Le ragioni sono molte, e pesano sicuramente le difficoltà a trovare casa e occupazione, l’età troppo avanzata in cui si entra nel mercato del lavoro, la scarsità di aiuti alla maternità, una tassazione sfavorevole per le famiglie, insomma, le classiche motivazioni sociali ed economiche. Eppure sono proprio i Paesi ricchi, in cui è garantito un buon livello di vita e di diritti individuali, a non fare figli, mentre i Paesi terzi, l’Africa in particolare, hanno ancora un alto tasso di natalità. Quando il nostro Paese soffriva nell’ultima guerra mondiale, quando trovare di che sfamarsi era un’impresa, i bambini continuavano a nascere, perché c’era la consapevolezza che i figli sono ricchezza, pienezza di vita, sguardo aperto sul futuro. Questa consapevolezza non è più evidente, si è un po’ appannata lungo la strada, nonostante sia inscritta nel corpo e nella psiche, come bisogno profondo, difficile da cancellare. Ecco, è da qui che qualcuno è partito per promuovere una bella iniziativa: dall’idea che dare la vita dà vita, dalla convinzione che la vita è uno spettacolo di meraviglia e di bellezza, e che bisogna trovare lo spazio e il tempo per tornare a dirlo, anche nelle sedi istituzionali. Una trentina di associazioni cattoliche, dall’Associazione Papa Giovanni XXIII ai Focolarini, dall’Associazione Famiglie numerose al Movimento per la Vita, e tante altre, si sono unite su un obiettivo preciso: chiedere al Parlamento di indire una «Giornata per la vita nascente», come già avviene in altri 11 Paesi nel mondo.

Una Giornata dedicata, per una volta, non a fatti tragici ma al lieto evento per eccellenza, la nascita, e che simbolicamente dovrebbe avere luogo il 25 marzo, data dell’Annuncio a Maria.
Un giorno, almeno uno, in cui parlare, nelle piazze, nelle scuole, nelle televisioni e nei giornali, della gioia di essere genitori, fuori da ogni retorica, partendo dalle esperienze concrete, dalle testimonianze, dalle informazioni. Raccontando del rapporto che si instaura tra madre e figlio già nel grembo materno, un rapporto che non si finisce di esplorare, e che è fatto di reciproca (sì, reciproca: anche il figlio “aiuta” la mamma) protezione. Informando i giovani, e in particolare le donne, sui diritti e i benefici previsti per bimbi e genitori, sui servizi per la salute materna e infantile (ma anche sulle inadempienze dell’organizzazione sanitaria), sulle buone pratiche delle amministrazioni pubbliche e di tante imprese private, sul volontariato e le reti di solidarietà e sostegno. Immaginiamo la Giornata per la vita nascente ricca di iniziative locali e nazionali, di feste per i bambini e le famiglie, di racconti e storie, di stimoli e sollecitazioni per amministratori e politici.

Quest’anno si comincia, senza aspettare oltre: sabato 27 marzo ci sarà un pomeriggio di incontri in cui interverranno esperti di demografia e di economia, personaggi della televisione, del cinema, dello sport, ma anche famiglie come tante altre, donne e giovani che racconteranno le loro esperienze, i desideri, i motivi per cui sono a favore della giornata e partecipano all’appuntamento. Si svolgerà tutto online, perché riunirsi in presenza non è ancora possibile, ma in un momento come questo, di paura e fatica, lo slogan porta già una ventata di speranza e ottimismo, ricordando che «Dare la vita dà vita».
Il 27 marzo il primo Festival nazionale
Sarà il primo «Festival nazionale per la Giornata della Vita nascente», promosso da una rete di 32 associazioni (ma le adesioni sono ancora in corso) che raccoglie l’esperienza ecumenica di Modena dove dal 2006 si svolge una «fiaccolata per la vita» ideata da don Oreste Benzi e che ora lancia il «Manifesto per un’iniziativa pubblica per la vita nascente» (testo e adesioni: https: //bit.ly/3rgg0iK), proposta che nasce per raccogliere consensi anche oltre l’ambito dal quale provengono le prime firme, in uno spirito non confessionale: «Crediamo – scrivono le associazioni – nel prestigio e nella preziosità della maternità e della paternità, intendiamo evidenziare i tanti bisogni delle gestanti e ottenere più sostegni verso chi ne ha pochi. Manca oggi da parte della società civile un’adeguata presa di coscienza e una corrispondente sensibilizzazione a favore della vita nascente e dei genitori».
La diretta dell’evento il 27 marzo e tutti i materiali informativi su:  www.festivalvitanascente.org. Contatti: info@festivalvitanascente.org

di Milena/Cav
@Riproduzione Riservata del 10 febbraio 2021
Gentili Lettori,
domenica 07 febbraio c.m.  nella parrocchia Santa Maria della Salute Padri Barnabiti Voghera, è stata celebrata la messa per la 43^ Giornata per la Vita incentrata sul tema scelto dalla CEI (Libertà e Vita), la cerimonia è stata presieduta da padre Giovanni Sala.
Un grande significato hanno avuto le parole di padre Giovanni durante l'omelia,  ecco alcuni passaggi che vorrei condividere con voi:

  • Riserviamoci del tempo per metterci in comunione con Dio Padre, ascoltiamolo, sono momenti in cui il Signore ci dice cosa sia meglio fare.
  • Liberiamo il nostro cuore, diamo spazio all'aiuto per noi stessi e per gli altri.
  • Rivolgiamo un caro pensiero a tutti i bambini ed in particolare ai bimbi che sono seguiti dal CAV, affinchè possano avere una vita dignitosa insieme a mamma e papà e proseguire il loro percorso di crescita sempre col sorriso.

Grazie padre Giovanni.
E poi ci siamo noi del CAV:
   il Direttivo
  parte del Direttivo insieme agli Alpini 
 Rinetta  sull'altare  che  legge la sua relazione per illustrare il piccolo grande mondo che è il CAV, e come potete vedere abbiamo il piacere di avere vicino anche due volontari della Croce Rossa Italiana Comitato Locale di Voghera : Alba e Giancarlo
   

La relazione di Rinetta

Sono una volontaria del Centro di Accoglienza alla Vita e accanto a me ci sono due volontari della CRI a cui siamo molto riconoscenti, perché sono loro che stanno provvedendo alla distribuzione degli aiuti CAV alle mamme, da quando la pandemia ci ha costretti a chiudere la nostra sede.
In questo ultimo anno sono stati assistiti 112 bimbi, vite nuove, vite uniche e irripetibili, come lo è ogni vita umana. Sul tema nella nostra Associazione ci troviamo spesso a riflettere soprattutto per consolidare le ragioni del nostro impegno e della nostra coesione nel volontariato. Anzitutto siamo convinti che, come scritto nel messaggio della CEI per questa giornata nazionale, “ogni uomo merita di nascere e di esistere, cioè avere la possibilità di esprimere il proprio potenziale di bene e di bello”. Per questo il CAV sostiene le donne che hanno difficoltà ad accettare una gravidanza affinchè superino le difficoltà e non rifiutino il dono della vita al loro figlio.
Siamo anche convinti che la vita comporti il soddisfacimento di bisogni primari e che non debba prevedere, già dal suo inizio, privazioni, sofferenze e miserie che danneggino la salute. Ecco perché il CAV fornisce alimenti per l’infanzia, prodotti per l’igiene personale e stimola le mamme ad un accudimento affettuoso dei loro bambini.
La vita è dignità, perciò il CAV dona indumenti, accessori, libri e giocattoli ai piccoli e offre rispetto ed ascolto ai genitori.
La vita è anche libertà: il CAV invita le donne ad usare la propria libertà di scelta per accogliere sempre una vita nascente.
Grazie a questa Parrocchia che ci ospita nei locali di Via Mentana n. 43
Grazie a coloro che hanno collaborato con noi in questi 32 anni di servizio, e grazie a chi deciderà di sostenerci nel futuro.
Rinetta
Il CAV ringrazia tutti coloro che hanno condiviso questo momento particolarmente emozionante.
 

di Milena/CAV
@Riproduzione Riservata del 30 gennaio 2021
A.P.S. "Rispettiamo la Vita" Onlus – Associazione di Promozione Sociale – Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) – Via Staffolo 62 – 30020 Torre di Mosto (VE) – C.F. 93047310276
 
Gentili Lettori,
Vi informo che Domenica 07 febbraio 2021 alle ore 10.30 presso  la Parrocchia S. Maria Della Salute (padri Barnabiti) Voghera,
sarà celebrata la S. Messa per la 43^ Giornata Nazionale per la Vita.-
CEI: La libertà sia al servizio della Vita da www.avvenire.it del o5 dicembre 2020 - articolo pubblicato sul ns. sito in data 10 gennaio c.m.

CSV Lombardia

da www.csvlombardia.it/pavia/

@Riproduzione Riservata del 18 giugno 2020

 

L’associazione Mamme connesse organizza un seminario su didattica, inclusione ed emergenza covid mercoledi 24 giugno alle 18,30.-

Incontro online su scuola e inclusione

Come includere i ragazzi che vengono da famiglie socialmente fragili, ma anche i BES e i DA in eventuali progetti scolastici digitali di didattica a distanza? Quali sono le principali problematiche emerse in questo periodo? Quali le richieste da avanzare alle istituzioni per il ritorno a scuola a settembre? Che iniziative si dovranno mettere sul tavolo?

Intervengono:

  • Maura Cattanei: Presidente Anffas
  • Anna Zucconi: Assessore con delega ai servizi sociali, volontariato, Sanità e politiche per la casa del Comune di Pavia
  • Giuditta Matucci autrice di La scuola inclusiva dalla Costituzione a oggi. Riflessioni tra pedagogia e diritto, Milano, Franco Angeli, 2019.
  • Giovanna Tiralongo, Associazione genitori Dosso Verde

Modera:  Valentina Murelli  giornalista free lance

Per partecipare seguire la diretta sulla pagina facebook Mamme Connesse

di Redazione

da www.today.it

@Riproduzione Riservata del 08 maggio 2020

 

Fase 2, scatta la ‘sindrome della capanna’: perché si ha paura di tornare alla normalità
„Secondo la Società italiana Psichiatria oltre 1 milione di italiani fa fatica ad uscire di casa dopo due mesi di lockdown“.-

La fase 2 dell’emergenza coronavirus sta riportando lentamente gli italiani ad una normalità che per molti si rivela fonte di ansia e frustrazione. Secondo le stime della Società italiana di psichiatria (Sip), sono oltre un milione gli italiani colpiti dalla 'sindrome della capanna' che, in individui predisposti, aumenta il rischio di sviluppare psicopatologie e disturbi dell’adattamento.

Stiamo percependo un numero enorme di persone in difficoltà per la paura di affrontare la vita precedente, uscire di nuovo e lasciare la casa che è diventata un rifugio che li ha protetti e tenuti al sicuro dal coronavirus, spiegano Massimo di Giannantonio ed Enrico Zanalda, presidenti Sip: Dopo due mesi di quarantena una quota consistente di popolazione che prima non aveva disturbi, vive l’agognata possibilità di un ritorno alla parvenza di normalità con l’ansia di riprendere i ritmi precedenti e la paura di non adattarsi ai nuovi.

È in realtà una reazione del tutto normale e comune anche per le persone più equilibrate psichicamente, conseguente all’eccezionalità della situazione, come già avvenuto dopo il crollo delle Torri Gemelle, precisano di Giannantonio e Zanalda: Ma se il disagio si protrae per più di tre settimane ed è acuito dall’incertezza verso il futuro, dalla preoccupazione per la situazione economica e per la precarietà del lavoro, in un caso su tre aumenta il rischio di sviluppare nel tempo veri e propri disturbi mentali, come la depressione maggiore, gli attacchi di panico e disturbi dell’adattamento.

È importante dunque affrontare le proprie paure e, se necessario, rivolgersi allo specialista se ansia, frustrazione, insonnia e irascibilità non sono temporanee. Si tratta di disturbi noti per i quali esistono trattamenti concreti e di comprovata efficacia che possono migliorare la qualità di vita, la forza di ripresa e la capacità di tornare a scommettere su sé stessi, concludono gli esperti.

 

CAV Voghera

L'Associazione Vogherese di volontariato, che aiuta gratuitamente la donna in difficoltà ad accogliere la vita, superando le difficoltà.

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