Casorate, la contrada e i giovani: «Per noi un punto di riferimento»

di Angelica Rutigliano

da www.laprovincispavese.gelocal.it

@Riproduzione Riservata del 11 febbraio 2020

 

Dalla Stracasorate alla ricetta segreta della benedizione di sant’Antonio, ecco cosa vuol dire essere contradaioli. Natalino è il più anziano, ma ci sono anche tanti diciottenni.-

«LA contrada è un punto di riferimento per i giovani del paese» dice uno dei diciottenni che ne fa parte. A Casorate Primo è la Contrada di sant’ Antonio la principale associazione creatrice di eventi. «Proprio a gennaio ci sono le due principali manifestazioni della Contrada»; la Stracasorate, corsa podistica avvenuta il 12 gennaio e la benedizione degli animali del 19 gennaio.

Spesso le contrade vengono considerate estinte, obsolete ma a Casorate lo spirito contradaiolo è sempre più vivo, soprattutto tra i giovani che si mostrano produttivi ed interessati. Alla Stracasorate partecipano moltissime persone: «Abbiamo sfiorato i 1900 corridori lo scorso anno», dice il presidente Antonio Magistroni che sorride emozionato. La corsa è arrivata alla 23° edizione ed è composta da due competizioni: una professionistica con tanto di premi e una invece amatoriale su 4 percorsi di diverse lunghezze. Ma la gara non è sempre esistita, negli anni ’70 i giovani di allora gareggiavano tra di loro contro gli altri rioni del paese: la Croce, santa Maria e san Protaso. Come racconta Natalino, il più anziano dei contradaioli: «La prima domenica di Ottobre si svolgevano i giochi delle contrade, si trattava di gare tra carri e cavalli, tiro alla fune, gare di lentezza con la bicicletta e altre competizioni da oratorio».

Il tempo ha spento le altre contrade mentre quella di sant’Antonio è sempre rimasta attiva grazie soprattutto alla voglia di restaurare la chiesetta di sant’Antonio, il punto di raccolta dei giovani dell’epoca e ciò che lega tra loro i contradaioli di ora.

Nel 1994, proprio durante uno dei restauri della piccola chiesa cinquecentesca, venne ai contradaioli l’idea di aggiungere alla consueta benedizione degli animali una gara a staffetta, che non ottenne però grandi risultati. Quindi la gara venne sospesa, per poi rinascere nel’97 come la Stracasorate che conosciamo oggi.

I partecipanti agli eventi hanno varie età che variano dal bimbo che porta il cagnolino alla benedizione al signore di ottanta anni che in tutta calma partecipa con il suo passo lento alla podistica. Insomma la Contrada unisce tutte le generazioni del paese e non solo infatti sono numerosi i “forestieri” che durante le giornate di festa accorrono anche solo per vedere la tradizionale sfilata dei cavalli e dei mezzi agricoli, tirati a lucido dai loro proprietari orgogliosi.

Generazioni e paesi che si uniscono per una grande festa, come succedeva 50 anni fa. «Ho iniziato per una tradizione di famiglia ma ho trovato moltissimi amici qui e per questo sono diventato contradaiolo – dice il trentenne Stefano mentre sposta casse e appende bandiere in preparazione alla festa – mi piace come si evolve ogni anno la nostra Contrada, ogni anno c’è una novità e questo rende noi organizzatori sempre impegnatissimi senza darci il tempo di annoiarci».

Le campane della chiesetta, ancora suonate a mano, suonano a festa annunciando la tipica messa degli agricoltori che numerosi accorrono come da tradizione, girando per il paese si nota come fuori da ogni casa sventolino bandiere bianche e rosse in occasione della festa quasi come in un rione senese ribadendo anche in questo modo il grande entusiasmo contradaiolo del paese. Anche il freddo si fa sentire ma n nessuno sembra arrendersi al gelo e alla nebbia forse anche grazie alla tipica benedizione di sant’Antonio inventata dai contradaioli: «Una zolletta di zucchero immersa per circa 20 giorni nell’alcool puro insieme a degli aromi molto particolari». I dettagli della ricetta sono segreti e non vengono rivelati, ma questo miscuglio di calorie e alcool è molto richiesto soprattutto tra i corridori congelati. Infatti questo “dolcetto alcolico” è nato tra i contradaioli proprio per scaldarsi durante le gelide mattine di gennaio e a quanto pare riscalda ed unisce!

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