Allattamento al seno: fino a quando?

di Sara Notarantonio

Allattare un bambino fino a 3 anni non è né dannoso né inutile, come ci spiega l’ostetrica.-

Spesso, anzi troppo spesso, le mamme mi domandano se il loro latte vada bene per il loro bambino, se sia poco nutriente o se ne abbiano abbastanza. Devono sapere che il latte materno è l’unico alimento completo, specifico e perfetto per la crescita del neonato.
Un altro timore delle mamme è se un allattamento prolungato possa essere dannoso per lo sviluppo psichico del proprio bambino. Diversi studi hanno messo in evidenza come i bimbi che hanno il seno a disposizione (come facevano le nostre bis bis nonne) lo abbandonano autonomamente e serenamente intorno ai 3 anni. Svezzare tutti i bambini intorno a 6 mesi o addirittura prima è sbagliatissimo perché ogni bambino segue una propria tappa evolutiva. I pediatri dovrebbero consigliare di svezzare il bambino quando il piccolo:
– Riesce a stare seduto da solo senza il sostegno di cuscini.
– Riesce a passare il cibo da una mano all’altra e a portarlo alla bocca da solo.
– Se non caccia la lingua quando gli viene poggiato un cucchiaio sul labbro inferiore.

Ecco i motivi per cui l’allattamento prolungato non è dannoso:

– L’allattamento riduce rischi come l’osteoporosi, il tumore al seno e all’ovaio.
– Protegge i neonati dalle infezioni e riduce il rischio di celiachia, diabete e allergie.
– Il bambino che ha un allattamento prolungato è un bambino con una sicurezza maggiore. Quindi non sarà assolutamente un mammone ma anzi avrà un rapporto con la madre certo e indipendente.
– Il bambino sta bevendo un latte creato appositamente per lui e non di un altro mammifero come quello di una mucca.
– L’ecologia ne ha un beneficio: si produce meno CO2.
– Il latte materno non ha costi ed è sempre disponibile.

Una cosa importantissima da dire è che l’allattamento prolungato non è un privilegio di cui possono beneficiare soltanto le mamme casalinghe perché anche una donna che lavora e sta molte ore fuori casa può, una volta tornata a casa o al mattino, offrire il seno quando lei o il bambino lo desiderano. Quando una mamma torna al lavoro la “produzione di latte” si adatta naturalmente a nuovi ritmi.

La mia personalissima opinione è che ogni mamma sa cosa sia il meglio per lei e per il suo bambino e che entrambi sono, se informati e seguiti da una professionista, competenti nell’allattamento. Ogni mamma fa del suo meglio per accudire il proprio bambino e ogni sbaglio è fatto con amore.
Quindi fatti guidare del tuo bambino e concentrati su di lui senza sentire le opinioni della società e affidati ad un’ostetrica o consulente dell’allattamento per vivere al meglio il tuo allattamento fino a quando entrambi lo desiderate.

da www.donnamoderna.com

@Riproduzione Riservata del 12 novembre 2017

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